testo tratto da Il Tirreno del 24 giugno 2018

 

SUVERETO. Il sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi, e la vicesindaca, Jessica Pasquini, proseguono nella loro protesta contro le politiche sulla gestione dei rifiuti di Ato Sud, di cui chiedono il commissariamento in una lettera inviata al presidente della Regione, Enrico Rossi.

Giuliano Parodi e Jessica Pasquini

«Purtroppo da amministratori – scrivono – abbiamo dovuto constatare quanto i nostri dubbi fossero fondati: il nostro mini ambito (Aor Val di Cornia) è subentrato nel contratto per il servizio raccolta e smaltimento rifiuti urbani successivamente alla maxi gara Ato Sud con un accordo separato e con un’impennata dei costi e conseguentemente della Tari, che come piccolo comune con utenze in larga parte domestiche subiamo più di altri».«A fine 2016 l’indagine della Procura di Firenze sulla presunta corruzione nel rapporto tra la dirigenza di Ato Sud e quella di Sei Toscana che ha portato alle dimissioni del direttore di Atosud e all’amministrazione straordinaria di SeiToscana – proseguono Parodi e Pasquini – ha acceso i riflettori su una storia che ancora non è stata chiarita.

Poche settimane fa è inoltre diventata pubblica la relazione sulla Toscana (relatori Laura Puppato e Stefano Vignaroli) della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, dove su Ato Toscana Sud viene descritto un quadro preoccupante: molti aspetti rimangono oscuri e si ammette il ruolo inesistente di controllo dell’autorità di ambito verso il gestore Sei Toscana, che da 3 anni impugna regolarmente alcune delibere di Ato Sud, specie quelle di approvazione del corrispettivo di ambito che genera i piani finanziari della Tari dei vari comuni».«Nei giorni scorsi proprio per evitare il proseguimento di un contenzioso – spiega Pasquini, che è anche assessore all’ambiente – l’Ato Sud ha proposto ai Comuni un accordo transattivo col gestore, che ha suscitato reazioni forti tanto da non essere licenziato in sede di direttivo Ato e da provocare l’annullamento della convocazione dell’assemblea dei sindaci prevista per l’11 giugno.

Oltre alle problematiche di rapporti e della poca chiarezza di molti aspetti che riguardano il gestore unico, come sottozona Aor Val di Cornia abbiamo anche ulteriori e grossi problemi per il fatto che il gestore unico ha affittato un ramo di azienda della nostra partecipata Asiu ora in liquidazione che si occupava precedentemente dei nostri rifiuti e non si è ancora giunti alla definitiva cessione di quel ramo, situazione complicata dal fatto che da Asiu è stata generata una controllata, Rimateria Spa, che si occupa di rifiuti speciali e che ha in atto problemi di crediti/debiti con Sei Toscana che si intrecciano a quelli con Asiu e che destano in noi amministratori forte preoccupazione per le possibili ricadute di queste pendenze sulla Tari dei nostri cittadini».

«Da amministratori siamo stanchi – conclude Parodi – di dover subire questa situazione, e di non avere una voce ascoltata in Ato. Questo sistema ha allontanato il controllo dei servizi dai Comuni e dai cittadini in un crescendo di costi e di problemi. Chiedo per questo un intervento immediato e forte della Regione che metta un freno a questa situazione, anche commissariando l’Ato Sud se necessario».

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