testo tratto da la Gazzetta di Modena del 25 agosto 2016

 

FIORANO. La prima tappa è stata completata: ora Fiorano ha un quadro esatto di quanti tetti in amianto ci siano in tutto il territorio. Un censimento certosino, ancora da completare con le verifiche sul posto e aiutato dai droni che hanno sorvolato tutta l’area. amianto droni

Si passerà a breve, quindi, alla fase-2, ossia prendere contatto con tutti i proprietari delle coperture “pericolose” e chiedere loro una certificazione di sicurezza per evitare che pericolose fibre si liberino nell’aria. «Entro novembre – spiega il Comune – verrà recapitata ai proprietari degli edifici censiti nella zona industriale ed artigianale, la richiesta di verificare lo stato di conservazione delle coperture in amianto. Per legge, infatti, sono tenuti a fare verificare e certificare da un tecnico competente lo stato del materiale e la non pericolosità per la salute».
L’attività di censimento ha permesso di rilevare, con un piccolo margine di errore, 556 coperture probabilmente contenenti amianto, per un totale di 868.453 metri quadrati. Di queste 506 sono state confermate dal sorvolo dei droni, dotati di avanzate strumentazioni a bordo; mentre 27 risultano verniciate con primer, un fissativo consolidante specifico per trattare le superfici e rendere inerte il cemento amianto. I tetti trattati sono stati comunque segnalati perché il trattamento ha una scadenza e non risolve definitivamente il problema. Infine per 23 coperture non è stato possibile verificare con il drone se si tratta di amianto o meno, quindi sarà necessaria una verifica sul posto.
«Il 50% delle coperture rilevate – spiega il Comune – risulta comunque di ridotte dimensioni (inferiori ai 100 metri quadrati) e oltre il 30% è al di sotto dei 50 metri quadrati. Meno del 9% delle coperture rilevate raggiunge i 3.200 metri quadrati. La mappatura indica poi che ci sono numerosi edifici in cemento amianto anche in aree fuori da quelle industriali, soprattutto in campagna».
«Sono soddisfatto per il lavoro che è si sta portando avanti dice l’assessore all’Ambiente Riccardo Amici – Stiamo rispettando la tabella di marcia che avevamo individuato, tenendo conto che siamo partiti da una situazione in cui non avevamo certezze se non per le segnalazioni che ci venivano fatte e guardando in alto girando per il territorio. Abbiamo costruito una base importante su cui poter lavorare e gli uffici stanno facendo un buon lavoro integrando i dati catastali alla mappatura, permettendoci di avere a disposizione un supporto interattivo in cui potremo tenere traccia di tutti gli aggiornamenti, dallo stato delle coperture a quelle che vengono eliminate. Il passo successivo è individuare le possibili fonti di finanziamento per gli interventi di eliminazione dell’amianto, da aggiungere alle politiche
comprese nella pianificazione e nelle regole urbanistiche».
I dati, infatti, verranno riportati nel software di origine, completandolo con tutte le informazioni per ciascun edificio localizzato. Sarà così possibile anche seguire estrazioni specifiche, in base a diversi filtri.

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