testo tratto da altratoscana.info del 31 gennaio 2017

BY ANDREA LAZZERI

Recentemente l’’Osservatorio nazionale amianto è tornato a occuparsi della situazione di Rosignano Solvay e della provincia di Livorno. «L’Ona – si legge in una nota – denuncia da tempo il picco di mortalità tre volte superiore alla media nazionale, registrato nell’area di Livorno: 152 casi di mesotelioma, il tumore per eccellenza dell’amianto killer, su 156mila abitanti in quindici anni, dal 1993 al 2008».

A queste dichiarazioni seguono giustificate e atroci accuse alle industrie accompagnate da iter burocratici per ottenere indennità e prepensionamenti. Resta oscuro il piano per impedire nuovi casi mortali e cercare di risanare l’ambiente. Insomma: fin quando l’amianto può portare qualche pensione in più e una pioggia di indennizzi, non sembra desti particolari allarmi sociali.

A Piombino da oltre un anno, si discute di creare una discarica per ospitare questo materiale che – come ormai tutti sanno – diventa micidiale se inalato, ma di per sé non è velenoso né inquinante. E’ un vecchio progetto che risale al 1999 ma sempre rimasto nei cassetti perché si sono temute le reazioni delle popolazioni e i partiti hanno paura di perdere voti.

Eppure una discarica esiste già nei fatti: sono cumuli di macerie che coprono ettari di terreno intorno all’ex Lucchini, abbandonati lì da decenni ed esposti al vento e alla pioggia. E’ una vasta area da bonificare ma nessuno sembra impressionarsi più di tanto finché la situazione resta tal quale. Ma appena si parla di discarica, cioè di mettere in sicurezza ciò che già c’è, apriti cielo: proteste, allarmi, studi sulle conseguenze disastrose, effetti deleteri sul turismo e le bellezze ambientali della Val di Cornia. Oggi l’amianto (quello trattato secondo legge), viene impacchettato e mandato in Germania dove, facendosi pagare a caro prezzo, il materiale è interrato in discariche.

Oltre a quello che c’è già sparso nel terreno da bonificare, nella sola Piombino ci sono decine di tonnellate di amianto nella vecchia acciaieria che dovrà essere demolita: basti pensare alla cokeria o all’altoforno.

Ad amianto si aggiungerà amianto. Graziano Del Rio, ministro dei trasporti dei governi Renzi-Gentiloni, ha confermato recentemente che dirotterà su Piombino alcune navi militari da smantellare. Un annuncio accolto con speranza da tutti, piombinesi in primis. Peccato che nessuno sappia dove metterà l’amianto che troverà nelle vecchie carrette del mare una volta rottamate.

Per uno di quei cortocircuiti culturali così frequenti quando si parla di ambiente ed economia circolare, nessuno vuole ammettere che l’alternativa dell’amianto è secca: o viene trattato in discarica oppure finisce nei polmoni .

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