La riparazione impossibile. Oltre l’obsolescenza programmata, la riparazione ostacolata. Ecco come l’industria tecnologica combatte contro l’ambiente e l’economia circolare, al di là dei proclami.

testo tratto da riusa.ue del 21 agosto 2017

Apple è la più grande azienda del mondo per fatturato, e il suo successo deriva soprattutto dalla vendita di smartphone di fascia alta. Nel solo 2015, Apple ha venduto 231,5 milioni di smartphone. Sebbene le vendite abbiano cominciato a rallentare, quest’unico dispositivo rappresenta ancora più del 50% dell’intera attività di Apple. Nel secondo trimestre 2017 l’utile è stato di 8,7 miliardi di dollari, la maggioranza dei quali provenienti dalla vendita di 41 milioni di iPhone.

Principina? No, sembra una discarica. Proteste vibranti di cittadini e turisti. Nell’oasi vicino al parco c’è di tutto: rifiuti, bivacchi e plastica ovunque.

testo tratto da La Nazione del 18 agosto 2017

BOMBOLE del gas, materassi, rifiuti vari. Tutto abbandonato in una zona che dovrebbe essere tutelata. Siamo a Principina a Mare, in piena zona preparco – col Parco della Maremma a pochi chilometri, e con, a pochi metri dalla spiaggia, un ammasso di rifiuti nascosti dietro alle dune, tra la vegetazione e la natura. Bivacchi veri e propri, con anche materassi nascosti nella vegetazione, tende e quant’altro, messi lì da qualche senza tetto che vi dorme la notte.

RIFIUTI NUCLEARI: DOV’È IL DEPOSITO NAZIONALE ITALIANO PER LE SCORIE RADIOATTIVE? L’UNIONE EUROPEA È VICINA AD APRIRE L’ENNESIMA PROCEDURA D’INFRAZIONE: ABBIAMO 60 GIORNI DI TEMPO.

testo tratto da green.it del 17 agosto 2017

Noi italiani tendiamo a dimenticarcelo, ma nel nostro Paese l’energia nucleare è stata sfruttata per quasi trent’anni, dal 1963 al 1990, producendo ovviamente una mole notevole di rifiuti nucleari. Non si può del resto pretendere che quelle quattro centrali non lasciassero dietro di sé una traccia: spegnere i reattori, infatti, non è stato sufficiente per eliminare il problema dei rifiuti nucleari.

Rifiuti, che fine ha fatto il decreto con i criteri per l’assimilazione degli speciali agli urbani? Atteso dal 1997, una sentenza del Tar Lazio ne imponeva la pubblicazione entro ieri. Ma dal governo non arrivano notizie

testo tratto da greenreport.it del 14 agosto 2017

Sono scaduti ieri i 120 giorni entro i quali il ministero dell’Ambiente, di concerto con quello dello Sviluppo economico, avrebbe dovuto finalmente produrre un decreto con cui stabilire i criteri per l’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani. A imporlo è la sentenza del Tar Lazio pubblicata lo scorso 13 aprile: 120 giorni concessi al governo per sanare quanto non fatto in vent’anni, e caduti ancora una volta nel vuoto.

Rifiuti, superare il 65% di raccolta differenziata non basta se la qualità è pessima. Ad agosto nel territorio servito da Aer Spa (al 67,7% di RD) trovato il 55% di frazione estranea all’interno delle campane per plastiche, metalli e tetrapak. L’azienda chiede più attenzione ai cittadini.

testo tratto da greenreport.it del 14 agosto 2017

Secondo il testo unico ambientale (Dlgs 152/2006), come noto, in Italia la raccolta differenziata dei rifiuti avrebbe dovuto raggiungere almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012. Oltre quattro anni e mezzo dopo questo obiettivo è ancora lontano: delle 29,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno in Italia, solo il 47,5% viene intercettato – secondo gli ultimi dati Ispra disponibili – dalla raccolta differenziata, dato che risulta di poco superiore guardando alla sola Toscana (49,76%).