In 4 anni 6 Paesi europei, con capofila Arrr, lavoreranno insieme per valutare come e quanto le politiche pubbliche nazionali, regionali e comunali sono davvero efficaci

testo tratto da greenreport.it del 3 Settembre 2019

Si fa presto a dire economia circolare, ma capire se le politiche innovative messe a punto per migliorare la gestione dei rifiuti sono davvero efficaci non è altrettanto semplice: per vederci chiaro è nato il progetto europeo Smart waste, che vede come capofila una società in house della Regione Toscana, l’Agenzia regionale recupero risorse (Arrr).

Il progetto Interreg Europe, che si avvale del finanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale – in tutto si tratta di oltre 1 milione di euro – è appena partito e si chiuderà nel 2023 con l’intento di valutare l’efficacia delle politiche a livello nazionale, regionale e locale nel promuovere l’innovazione nella gestione dei rifiuti: oltre all’Italia sono coinvolti nel progetto Danimarca (Comune di Kolding), Lituania (Centro regionale di gestione rifiuti della Regione di Klaipeda – Krwcm), Bulgaria (Associazione esperti ambientali comunali – Bamee) – Belgio (Associazione di città e regioni per la gestione sostenibile delle risorse – Acr+) e Paesi Bassi (Comune di Apeldoorn).

«Smart waste – spiegano da Arrr – valuterà come e quanto le politiche pubbliche nazionali, regionali e comunali dei partner hanno sostenuto l’innovazione nella gestione dei rifiuti, per proporre soluzioni interregionali ai punti di debolezza che saranno identificati. Con la promozione dello scambio interregionale di esperienze tra territori con diversi e livelli diversi di sviluppo, Smart waste sostiene non solo l’obiettivo di Interreg Europe di migliorare le politiche pubbliche su sfide sociali prioritarie ma contribuisce anche alle politiche europee di settore di più ampio respiro, come il Piano di azione ambientale europeo e il Pacchetto europeo per l’economia circolare, nel contesto degli obiettivi europei al 2020 per la crescita intelligente e sostenibile».

La giornata inaugurale del progetto si terrà a Firenze il 5 settembre nella sala Pegaso del Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati (a partire dalle 9), con l’assessore Federica Fratoni, il presidente di Arrr Marco Meacci, i partner europei e altri relatori che affronteranno il tema dell’innovazione della gestione dei rifiuti in Toscana.

L’innovazione nella gestione dei rifiuti è infatti un tema sfidante e di stretta attualità per la nostra regione. Al di là dei pluricitati dati sulla raccolta differenziata (arrivata al 53,9% nel 2017, come certificato proprio da Arrr) c’è infatti un quadro molto più ampio da affrontare che vede cittadini e imprese toscane produrre oltre 12,5 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno (2,2 urbani e 10,3 speciali). Rifiuti che è necessario gestire secondo logica di sostenibilità e prossimità: «L’economia circolare è fatta di riciclaggio, ma anche di impianti capaci di gestire le frazioni non riciclabili e gli scarti, senza ricorrere all’export», ha osservato recentemente il presidente di ConfserviziCispel Toscana, Alfredo De Girolamo.

Per questo le aziende attive nell’economia circolare toscana, mentre la Regione si è impegnata a rivedere il Piano regionale rifiuti e bonifiche, hanno proposto un programma industriale con investimenti pari a 1 miliardo di euro nei prossimi dieci anni: un caso d’innovazione che incontra le esigenze del territorio.

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