testo tratto da La Nazione del 22 luglio 2017

 

A SIENA in centro vige da anni il Porta porta, mentre in periferia i sacchetti finiscono soltanto nei cassonetti all’aperto. Città che vai i raccolta che trovi, nella Toscana (e nell’Italia) dove tutto procede a macchia di leopardo.

A Lucca da tempo i cassonetti sono banditi dalla vista (sopravvivono soltanto in centro, interrati e utilizzabili con tessera sanitaria che attesti la residenza fra le Mura oppure con la card rilasciata da Sistema Ambiente a dimoranti e turisti. Un metodo idoneo per un centro con belle e spesse Mura? Forse sì, ma se si cerca conforto in una città gemella di oltr’Appennino come Ferrara le sorprese non mancano: fra le Mura estensi i rifiuti si raccolgono ancora negli ingombranti e antiestetici cassonetti esterni, mentre il porta a porta ha fatto timida comparsa di recente in periferia nel quartiere di Pontelagoscuro.

Anche a Pisa dove la raccolta a domicilio copre tutte le periferie, in centro rimangono i cassonetti. In parte a scomparsa, per lo più esterni, alla faccia del decoro e della Torre. A Firenze, capitale turistica (e non solo) della Toscana, nel «quadrilatero romano« tra Palazzo Vecchio, Arno, piazza Duomo e San Lorenzo si conta una quindicina di postazioni interrate per la differenziata, integrate dal porta a porta ogni giorno con ritiro dalle 8.30 alle 9. Fuori centro, cassonetti a «controllo volumetrico»: cinque postazioni (carta, vetro, organico, plastica e indifferenziato) di cui solo l’ultima si apre con una chiavetta personale, consegnata ad ogni utenza Tari: ad ogni conferimento il sistema registra la quantità di indifferenziato che butti e si capisce se sei ligio alle regole o commetti errori. Chissà se esser buono o cattivo avrà un giorno ricadute in bolletta.

A VIAREGGIO e Prato, come a Lucca il porta a porta ha ormai coperto l’intero territorio comunale. Del Ghingaro, proveniente da Capannori ne fece una bandiera elettorale. Però s e se hai urgenza di liberarti di un sacchetto putrido con cui è impossibile convivere devi caricarlo in auto e tentare l’esportazione clandestina nelle vicine Lido di Camaiore e Calenzano. Il turismo dell’immondizia. A Prato le due isole a scomparsa aperte a tutti sistemate in centro storico hanno tale successo che spesso traboccano, con rifiuti sparsi sul selciato. A Pistoia in centro solo porta a porta non integrato da cassonetti, mentre i contenitori all’aperto sopravvivono in periferia.

Arezzo è la città con il sistema più originale. In centro dalle 6 alle 10 si raccoglie l’indifferenziato col porta a porta. Due giorni alla settimana si ritirano a domicilio i materiali di riciclo: carta, plastica e vetro separati. E l’organico? Va nell’indifferenziato, ad Arezzo non si separa per farne compost. Siamo davvero il paese (e la regione) dei campanili e dei cassonetti. Dove ancora resistono, a cielo aperto o sottoterra.

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