testo tratto da La Nazione del 15 marzo 2018

SI APRE uno spiraglio per la riapertura della discarica del Cassero. A fine mese il Tribunale di Pistoia dovrà esprimersi alla luce dei principi formulati dalla Corte di Cassazione, che lo scorso gennaio aveva annullato il provvedimento di sequestro della discarica.

 

Per Prato significherebbe una vera e propria boccata d’ossigeno per lo smaltimento degli scarti tessili e per i costi che in questi mesi sono lievitati tanto da convincere Confartigianato a disdire la convenzione stipulata con Programma Ambiente per smaltire i cascami. Con la discarica del Cassero riaperta i primi benefici che arriverebbero alle aziende sarebbero in termini economici: solo in quel caso i costi potrebbero tornare ad essere sostenibili.

In un anno lo smaltimento ha subito aumenti vertiginosi passando da 170 euro a tonnellata a 270. Per questo l’udienza fissata a fine mese al Tribunale di Pistoia è davvero molto attesa. In particolare la Corte di Cassazione, lo scorso gennaio, aveva annullato il provvedimento di sequestro della discarica del Cassero, con rinvio al tribunale di Pistoia perché rivaluti il procedimento. Ora sono state rese note anche le motivazioni della sentenza. La Suprema Corte ha accolto tutti i motivi del ricorso proposto dai difensori degli indagati e ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Pistoia del 23 marzo 2017, che aveva confermato la legittimità del sequestro preventivo della discarica disposto dal gip. In particolare, sul tema principale delle modalità con cui deve essere effettuata la caratterizzazione dei rifiuti, la Corte di Cassazione ha sottolineato come tale caratterizzazione spetta al produttore e non al gestore cui la legge riserva altri obblighi.

La Suprema Corte ha anche osservato che «non vi è prova alcuna che dalla libera disponibilità della discarica possa derivare un pericolo al bene ambiente», come invece prospettato nell’ordinanza annullata.

NEL COMPLESSO la sentenza sembra dunque evidenziare la correttezza dell’operato degli indagati e quindi aprire una speranza alla possibilità che la discarica torni nella disponibilità delle aziende pratesi alle prese con piazzali stracolmi di sacchi neri e costi allucinanti. Le discariche della Toscana sono praticamente tutte esaurite e quindi nel caso in cui anche il cassero restasse off limits, l’unica soluzione resta quella di portare gli scarti tessili in altri paesi d’Europa. Una soluzione non così semplice e nemmeno così abbordabile dal punto di vista dei costi, sulla quale comunque ha già iniziato a lavorare Confartigianato per dare una risposta agli artigiani. Fino a fine mese tutti col fiato sospeso in attesa della decisione del Tribunale di Pistoia chiamato a valutare nuovamente il caso alla luce dei principi formulati dalla Corte di Cassazione.

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