testo tratto da Corriere Fiorentino del 17 febbraio 2018

 

Caro direttore,
la Regione si è accorta che la Toscana veleggia sull’orlo della crisi rifiuti. Un rischio da noi denunziato da tempo, ma fino ad ora sottovalutato.

 

Breve riepilogo: negli ultimi anni è stata sequestrata (senza motivo) la discarica per rifiuti speciali di Pistoia, cancellati (giustamente perché troppo piccoli) gli impianti di termovalorizzazione di Greve e Pontassieve, non si è realizzata (per scelta politica) la terza linea del termovalorizzatore di Livorno. Sono stati bloccati dai ricorsi il nuovo impianto di termovalorizzazione di Firenze e quello di Scarlino. Non è stata ampliata la discarica di Rosignano e si discute in modo irresponsabile di chiudere quella di Terranuova Bracciolini. Si dibatte anche di chiudere l’impianto di Montale.

Il recupero di fanghi della depurazione civile in agricoltura è stato impedito e non ci sono impianti per il pulper di cartiera. I rifiuti tessili di Prato vengono smaltiti abusivamente ovunque.
La Toscana poi «esporta» da anni parte dei suoi rifiuti, sia quelli in uscita dagli impianti di selezione che rifiuti differenziati, in particolare frazione organica da compostare. In questo quadro drammatico il governatore Rossi ha proposto di non fare l’unico impianto (Case Passerini) che mette in sicurezza l’area metropolitana e tutta la regione.

Un calcolo politico e di corto respiro. La delibera del 15 gennaio scorso fotografa uno stato di crisi che diventerà drammatico nel 2021, ma sul tema fanghi l’emergenza è fra poche settimane. Fare un nuovo Piano regionale entro giugno è impossibile perché c’è una Vas di mezzo. Quel che occorre è invece una cabina di regia che affronti il tema del 2021, confermando l’impianto di Firenze e quello di Scarlino, e discuta anche dei flussi di differenziata. Nel 2020, il 70% dei rifiuti toscani andrà a riciclo e dobbiamo avere un quadro certo.

Il 30% andrà a termovalorizzazione, e solo il 10% in discarica, secondo la nuova Direttiva europea in approvazione. La delibera del 15 gennaio finalmente certifica una situazione drammatica. Il digestore, per la parte umida dei rifiuti, non sostituisce il termovalorizzatore. Case Passerini e Scarlino sono indispensabili per la Toscana.

di Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana

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