testo tratto da greenreport.it del 8 Aprile 2019

Durante il quinto Convegno nazionale dell’Associazione nazionale gestori ambientali (Angam) che si è tenuto a Caserta è stato lanciato, nell’ambito della “Sicurezza Ambientale dei Territori” un nuovo “Patto territoriale per l’ambiente verso un’economia circolare e sostenibile” che «è stato accolto con grande favore dagli operatori del settore, dai cittadini e dalle Istituzioni presenti».

Intervenendo all’evento patrocinato da ministero dell’ambiente e dall’Albo nazionale gestori ambientali, il Presidente dell’Angam Antonio Borbone, ha illustrato le 8 proposte al centro dell’iniziativa: 1. incrementare la differenziata puntando a una raccolta “di qualità”; 2. incentivare il trasferimento tecnologico innovativo alle aziende operanti nel comparto ambientale (relativamente a tutti i settori: rifiuti, bonifiche, etc); 3. sostenere il revamping dei termovalorizzatori/inceneritori esistenti al fine di adeguarli a nuovi criteri di efficacia ed efficienza ambientale; 4. realizzare impianti di compostaggio/trattamento dell’umido per chiudere la filiera del ciclo dei rifiuti; 5. istituire un tavolo tecnico istituzionale di concertazione ambientale permanente presso il ministero dell’Ambiente; 6. promuovere azioni di sviluppo del mercato del “green public procurement” attraverso la diffusione della conoscenza delle possibilità aperte dal nuovo Codice degli appalti; 7. realizzare nuove politiche finanziarie e fiscali in direzione “green” (ad esempio per lo sviluppo dei mercati dei prodotti riutilizzati e dei materiali riciclati) anche attraverso l’eliminazione degli incentivi vigenti per prodotti a elevato impatto ambientale; 8. accelerare la regolamentazione della cessazione della qualifica dei rifiuti (end of waste) per facilitare lo sbocco di nuovi mercati delle materie prime seconde e dei prodotti da riciclo nell’ambito della circular economy.

Borbone ha sottolineato che «Oggi sta tornando di moda la questione meridionale ma noi vogliamo porre al centro dell’attenzione la questione ambientale meridionale, anche perché di green economy si parla molto ma si fa poco. Intanto le idee non mancano. Sui tanto dibattuti termovalorizzatori, ad esempio, le due anime del Governo sono divise mentre noi proponiamo di non puntare tanto sulla difficile realizzazione di nuovi impianti quanto sul revamping di quelli esistenti. Altro tema fondamentale è lo sbocco dei decreti end of waste che significherebbe sbloccare il Sud contro l’emergenza ambientale».

Il Presidente dell’Angam e ha lanciato la proposta di «rendere obbligatoria nelle imprese la formazione ambientale, al pari di quanto già avviene sulla sicurezza».

Un’idea giudicata positivamente dal Generale Giuseppe Vadalà, Commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive: «Dobbiamo bonificare in fretta ma bonificare bene. Dal 2014 a oggi gli 80 siti affidati alla struttura commissariale hanno comportato 250 milioni di euro per infrazione europea. Negli ultimi anni il Ministero dell’Ambiente ha stanziato fondi per questa attività perché significa investire nella sicurezza dei territori e dei cittadini. Dal punto di vista tecnico, Caserta, la Campania e l’Italia hanno un know-how d’eccellenza che viene esportato nel mondo».

Aldo Papotto, Capo divisione gestione finanziarie, pianificazione, spesa e controllo del Commissario straordinario, ha ricordato che «Le discariche abusive in Italia sono tra le 22.000 e le 30.000. La questione ambientale non è solo meridionale».

Il generale e deputato Antonio Del Monaco (Movimento 5 Stelle), della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, ha detto che la partecipazione all’’iniziativa « finalizzata a instaurare un nuovo patto territoriale per l’ambiente verso un’economia circolare e sostenibile, mi ha consentito di condividere con i partecipanti la mia esperienza pluriennale nella lotta al traffico dei rifiuti» e ha spiegato che «La formazione ambientale va indirizzata non solo alle aziende ma anche ai cittadini».

Nel corso dell’evento sono stati consegnati i Premi “Azienda Green 2019” conferiti alle realtà che si sono distinte con progetti e impianti nel generare rilevanti benefici ambientali, nell’innovazione e nel raggiungimento di positivi effetti economici e occupazionali. I vincitori 2019 sono: Y.E.S. S.R.L. Youn Ecology Society (Start up per recupero vetro e ottimizzazione servizio raccolta differenziata); Progest Spa (impianto gestione integrata rifiuti); Res Nova Die Srl (Start up per recupero materiale in vetroresina del settore nautico); Ecologia DE Vita Srl (raccolta e trasporto rifiuti); AG.MA. Immobiliare Srl (recupero inerti e commercio di materiali edili).

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