testo tratto da Arpat del 18 gennaio 2018

 

L’Agenzia europea per l’ambiente mette a disposizione on line i profili nazionali che riassumono i dati principali riguardanti l’industria e il suo consumo di energia, acqua, le emissioni di inquinanti in aria e acqua e la produzione di rifiuti.

 

L’industria apporta un contributo significativo al benessere economico dell’Europa ed è responsabile di oltre un quinto del valore economico prodotto in Europa.
Le politiche dell’Unione europea – in particolare la strategia di politica industriale – puntano ad un settore industriale a basse emissioni di carbonio, basato su flussi circolari di materia, che necessita sempre meno di risorse naturali, riduce le emissioni di sostanze inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo e produce sempre meno rifiuti. Per analizzare i progressi verso questi obiettivi generali, l’Agenzia europea per l’ambiente ha messo a punto 33 profili dei paesi membri, che forniscono un’istantanea aggiornata delle fonti di inquinamento industriale in tutta Europa e raccolgono gli ultimi dati disponibili (al 2015) relativamente ad emissioni in aria ed acqua, mentre per i rifiuti i dati sono riferiti al 2014.

I profili nazionali completano il briefing sulle emissioni provenienti dal settore industriale in Europa pubblicato a luglio 2017 dalla stessa Agenzia.
Il quadro che emerge dimostra come il settore industriale rimanga una fonte significativa di inquinamento. Mentre infatti le emissioni di gas a effetto serra e altre emissioni di inquinanti sono costantemente diminuite dal 2007, nel 2015 il settore ha continuato ad emettere in atmosfera più della metà di tutto il biossido di carbonio, dei composti organici volatili non metanici, del PM10, di ossidi di zolfo e di metalli pesanti cadmio, piombo e mercurio. L’industria energetica, in particolare i grandi impianti di combustione, è stata responsabile di un’ampia quota di emissioni di questi inquinanti.
Inoltre, l’industria è responsabile in media di un quarto del consumo energetico in Europa.

Le emissioni industriali di gas a effetto serra e di altri inquinanti sono diminuite dal 2007, a parte qualche eccezione come l’aumento di emissioni di cadmio in Grecia e in Portogallo. Le emissioni delle grandi centrali elettriche risultano complessivamente in calo in tutti i 33 paesi: gli ossidi di zolfo diminuiscono del 70%, il PM10 del 69% e gli ossidi di azoto del 46%.
Si sono ridotte anche le emissioni industriali di inquinanti chiave per l’acqua come l’azoto, il fosforo, i composti organici totali e importanti metalli pesanti, alcuni però in misura minore di altri.

L’industria è responsabile di oltre la metà dei rifiuti non pericolosi e di oltre due terzi dei rifiuti pericolosi prodotti nei 33 paesi membri. Complessivamente, tutti i sottosettori industriali, ad eccezione dell’energia, della produzione di cemento e della stessa industria dei rifiuti, registrano un calo della quantità di rifiuti prodotti dal 2004.

L’industria italiana, dal canto suo, parte da un 22,05% di consumo totale di energia (sotto la media Ue) per un 18,66% di valore aggiunto lordo, mentre non è disponibile il dato sul consumo totale di acqua da parte dell’industria italiana.

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