testo tratto da Il Tirreno del 07 febbraio 2019


PIOMBINO. Gli spazi coltivabili sono in esaurimento, e Rimateria ha ancora appena una decina di giorni di operatività. Così l’appuntamento della Conferezna dei servizi l’11 febbraio diventa decisivo per la vita stessa della società: quel giorno è attesa la risposta della Regione sulla possibilità di coltivare il cosiddetto “cono rovescio”, che a sua volta consentirà non più di qualche mese di attività.

Di questo e di altro hanno parlato la presidente di Rimateria, Claudia Carnesecchi, e il direttore Luca Chiti, nell’incontro mensile con i cittadini, il primo dopo la vendita del secondo 30% di quote della società a Navarra Spa.Carnesecchi ha riferito che la polizza fideiussoria è stata depositata in Regione via posta certificata. Essendo stata stipulata con una compagnia iscritta al registro italiano delle assicurazioni ma che ha sede estera, ha spiegato Carnesecchi, «stiamo attendendo che la copia cartacea debitamente firmata arrivi in Italia».Chiti invece ha portano importanti aggiornamenti sullo stato dei lavori in corso e delle pratiche per le autorizzazioni. Due sono le procedure in corso: la prima è la cosiddetta variante sostanziale che dovrebbe consentire di coltivare in continuità le aree già autorizzate, «quelle che chiamiamo in gergo la sutura che dall’attuale discarica exAsiu va ad appoggiarsi alla ex-Lucchini – ha spiegato Chiti – Abbiamo ricevuto la convocazione per la conferenza dei servizi decisoria fissata per l’11 febbraio, verso la chiusura dei lavori: gli enti competenti avranno un momento deliberativo a porte chiuse e quindi avremo comunicazione dell’esito della conferenza».

Chiti ha ricordato i molti passaggi vissuti da questa pratica nel corso delle varie conferenze di servizi che hanno permesso numerosi approfondimenti tecnici. Tra l’altro, Rimateria ha proposto un criterio di autoregolamentazione dei rifiuti in ingresso.«Ora – ha detto Chiti – confidiamo in un esito positivo della conferenza e nell’emissione del decreto dirigenziale in tempi veloci», proprio in considerazione del poco spazio rimasto per la coltivazione.L’altra pratica, quella della Via (Valutazione d’impatto ambientale per i nuovi progetti), iniziata nel maggio scorso ha visto espletare tutti i passaggi previsti per l’esame della documentazione da parte di tutti gli uffici. Sono stati raccolti così una sessantina di pareri e circa 25 osservazioni da parte dei cittadini. I tecnici di Rimateria hanno risposto su ciascuna questione ai primi di novembre producendo una consistente documentazione integrativa che ha comportato ulteriore tempo per la valutazione.

«Si è giunti così – ha ricordato il direttore – alla conferenza dei servizi del 24 gennaio. Ciò ha dato vita a una nuova fase di confronto e approfondimenti; entro il 26 febbraio verrà consegnata la documentazione integrativa. La speranza è che si possa avere la conferenza dei servizi nel corso del prossimo mese di marzo».Chiti ha poi parlato dei sistemi di captazione del biogas e dei lavori di copertura della discarica. Il direttore di Rimateria ha spiegato che si sono registrati valori di ingresso dell’acido solfidrico molto elevati «perché avendo completato circa 80% della captazione con i 58 pozzi complessivi siamo andati a coprire zone dove l’aspirazione non c’era mai stata e quindi abbiamo intercettato probabili sacche e generato un ciclo virtuoso di attivazione della reazione di degradazione dei rifiuti e quindi di produzione di biogas. Tutto il biogas intercettato è stato convogliato in torcia. Il container con il primo motore verrà installato nei prossimi giorni e nelle prossime settimane inizierà la produzione di energia elettrica che servirà per l’autoconsumo e, in parte, sarà ceduta in rete.

A regime funzionerà stabilmente il motore da 500 kw mentre resterà di scorta quello da 150 kw».Riguardo agli interventi di copertura secondo il report di Rimateria «i lavori sono sostanzialmente conclusi nella parte nord della discarica. Con queste opere, che hanno interessato la balza superiore e il colmo (circa 2,6 ettari), si arriva a 5,2 ettari di copertura, corrispondenti a circa metà della discarica. A seguito della periodica campagna di monitoraggio delle emissioni diffuse, è stato individuato il punto dove avviene la maggiore dispersione di maleodoranze e si sta predisponendo una copertura provvisoria con raccolta delle acque piovane verso il catino di fondo della discarica, in modo da contenere sensibilmente il problema».«Un intervento provvisorio destinato a durare 12-18 mesi – ha sostenuto Chiti – allorquando, ultimate le opere di regimazione idraulica delle acque piovane, sigilleremo definitivamente la discarica ex Asiu».

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