testo tratto da e-gazette.it dell’11 marzo 2019

Completato il piano d’azione. Generati quasi 147 miliardi di euro di valore aggiunto e investimenti pari a circa 17,5 miliardi di euro. Il Rapporto della Commissione

testo tratto da e-gazette.it dell'11 marzo 2019

A tre anni dalla sua adozione, il piano personale-riciclo.jpgd’azione per l’economia circolare della Ue può essere considerato pienamente completato. Nel 2016 oltre quattro milioni di lavoratori hanno trovato impiego nei settori attinenti all’economia circolare, il 6% in più rispetto al 2012.
Lo indica la Commissione europea nel suo rapporto pubblicato in questi giorni, nel quale si specifica che le 54 azioni previste dal piano europeo sono state attuate o sono in fase di esecuzione.

Dal documento emerge inoltre che lo stato di avanzamento del piano d’azione ha accelerato la transizione verso un’economia circolare in Europa, che a sua volta ha contribuito a riportare la Ue su un percorso favorevole all’aumento dell’occupazione. Nel 2016 le attività circolari come la riparazione, il riutilizzo o il riciclaggio hanno generato quasi 147 miliardi di euro di valore aggiunto, registrando investimenti pari a circa 17,5 miliardi di euro.

La strategia dell’Ue per la plastica nell’economia circolare è il primo quadro strategico a livello Ue che adotta un approccio basato sul ciclo di vita dei singoli materiali al fine di integrare le attività di progettazione circolare, utilizzo, riutilizzo e riciclaggio nelle catene del valore della plastica. La strategia delinea obiettivi quantificati a livello Ue – che prevedono, tra l’altro, la riutilizzabilità o riciclabilità entro il 2030 di tutti gli imballaggi di plastica immessi sul mercato unico. Per stimolare il mercato della plastica riciclata, la Commissione ha avviato una campagna di impegno volontario in materia di plastica riciclata. Settanta imprese hanno già assunto impegni, grazie ai quali il mercato della plastica riciclata crescerà almeno del 60% entro il 2025. Tuttavia, si registra tuttora uno scarto tra l’offerta e la domanda di plastica riciclata.

Le norme relative agli articoli di plastica monouso riguardanti i 10 prodotti più frequentemente trovati sulle sue spiagge collocano la Ue in una posizione di primo piano nella lotta mondiale ai rifiuti marini. Le misure, tra le altre cose, vietano determinati prodotti in plastica monouso (cannucce e posate) per i quali sono disponibili alternative e la plastica oxo-degradabile, proponendo azioni per altri prodotti – ad esempio obiettivi di riduzione del consumo, requisiti di progettazione e regimi di responsabilità estesa del produttore.

Nel periodo 2016-2020 la Commissione ha destinato alla transizione un totale di oltre 10 miliardi di euro di fondi pubblici. Il piano d’azione per stimolare la transizione dell’Europa verso l’economia circolare ha lo scopo di rafforzare la competitività della Ue a livello mondiale, incentivare la crescita economica sostenibile e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro.

Frans Timmermans, primo vicepresidente responsabile per lo sviluppo sostenibile, ha dichiarato: “L’economia circolare è fondamentale per immettere la nostra economia su un percorso sostenibile e per realizzare gli obiettivi mondiali di sviluppo sostenibile. Questa relazione mostra che l’Europa sta aprendo la strada al resto del mondo. Allo stesso tempo, occorre fare di più per fare in modo che l’aumento della nostra prosperità avvenga entro i limiti del pianeta e per trovare l’anello mancante dell’economia circolare, in modo da evitare di sprecare le nostre preziose risorse.”

Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Questa relazione è molto incoraggiante. Essa dimostra che l’Europa è sulla buona strada per generare investimenti e creare posti di lavoro e nuove imprese. Il futuro potenziale di crescita sostenibile è enorme e l’Europa è sicuramente il luogo migliore in cui un settore industriale rispettoso dell’ambiente possa crescere. Questo successo è il risultato della collaborazione tra portatori d’interessi e responsabili decisionali europei.”

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