testo tratto da regione.piemonte.it del 16 gennaio 2018

 

Si è completata in Piemonte, con l’approvazione del Piano di gestione dei rifiuti speciali avvenuta il 16 gennaio in Consiglio regionale, la riforma della programmazione del settore dei rifiuti e si dà così impulso al conseguimento degli obiettivi di tutela ambientale fissati per il 2020.

Con questo nuovo documento la Regione fa propri i principi europei di transizione verso un’economia circolare di gestione dei rifiuti speciali promuovendo la reimmissione dei materiali trattati nei cicli produttivi. In futuro, le decisioni dovranno rispondere ai seguenti obiettivi generali: ridurre la produzione e la pericolosità dei rifiuti speciali, sostenere il riciclaggio, prevedere il ricorso al recupero energetico, minimizzare l’uso della discarica, favorire la realizzazione di un sistema impiantistico territoriale che consenta di ottemperare al principio di prossimità, incoraggiare lo sviluppo di una “green economy” piemontese. Inoltre, si dettano i criteri con i quali individuare le aree idonee alla localizzazione degli impianti di trattamento delle singole tipologie.

Da questi obiettivi generali discendono quelli inerenti le singole filiere di rifiuti speciali e quelli specifici per l’utilizzo di prodotti riciclati nella pubblica amministrazione, la riduzione dei quantitativi conferiti fuori dal Piemonte regione, l’incentivazione all’installazione sul territorio di tecnologie impiantistiche e alla nascita di poli di innovazione, oggi carenti. Nello specifico, per i rifiuti da costruzione e demolizione si prevede l’adozione di linee guida per la demolizione selettiva, allo scopo di raggiungere un tasso di recupero dell’85%, addirittura oltre le aspettative di aumento che l’UE sta approvando in sede di Commissione. Sono 40.000 le imprese interessate.

Il Piano prende in considerazione i rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti e gestiti in Piemonte nel loro complesso, fornendo un quadro aggiornato ed esaustivo secondo le diverse tipologie, la loro origine e la qualità. Vengono inoltre definite le capacità impiantistiche di trattamento, di recupero e di smaltimento presenti sul territorio e fornita una fotografia chiara dei flussi di rifiuti speciali in ingresso e in uscita, in quanto – a differenza dei rifiuti urbani, soggetti alla gestione consortile – questi rispondono alle logiche e alle normative sul libero mercato e concorrenza.

L’assessore regionale all’Ambiente ha commentato che con questo Piano il Piemonte si dota dell’ultimo tassello mancante in materia di programmazione della gestione dei rifiuti. Grazie all’enorme lavoro condotto in questi anni dall’Assessorato all’Ambiente oggi si è in grado di dire che finalmente si hanno a disposizione tutti gli strumenti utili perché il Piemonte porti avanti una politica virtuosa in materia di rifiuti. Inoltre, ci si pone al riparo dalle conseguenze derivanti dall’apertura della procedura europea di infrazione nei confronti dello Stato italiano a causa della mancata adozione da parte delle Regioni dei relativi piani di gestione dei rifiuti speciali.

L’analisi dei dati presenta il dettaglio dell’andamento della produzione e della gestione dei rifiuti speciali nel corso degli ultimi anni, con approfondimenti su particolari categorie, quali i rifiuti da costruzione, demolizione, sanitari, elettrici ed elettronici, i veicoli e gli pneumatici fuori uso. Viene così fotografata una produzione totale di circa 9 milioni e mezzo di tonnellate, con andamento sostanzialmente stabile negli ultimi anni, di cui il 91% di natura non pericolosa. Di questi ultimi, il 47% è costituito da rifiuti inerti da costruzione e demolizione. La produzione di rifiuti speciali è concentrata in modo particolare sul territorio della Città metropolitana di Torino (40% del totale piemontese) dove, insieme ai rifiuti da costruzione e demolizione, i più quantitativamente importanti sono quelli derivanti dall’attività di trattamento dei rifiuti urbani (che ne generano di speciali) e delle acque.

Il provvedimento, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale col d.lgs. n.152/2006, era stato preceduto nel 2016 dal Piano regionale Amianto e del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, a cui si aggiunta la recentissima legge regionale di gestione dei rifiuti urbani.

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