testo tratto da greenreport del 28 febbraio 2019


Un premio per valorizzare i processi decisionali basati su una visione strategica del bene comune e su un atteggiamento costruttivo nel rispetto del territorio, dell’ambiente e del confronto partecipativo.

Un’iniziativa per valorizzare i processi decisionali basati su una visione strategica del bene comune e su un atteggiamento costruttivo nel rispetto del territorio, dell’ambiente e del confronto partecipativo
Sono 317 le opere di pubblica utilità e gli insediamenti industriali che, solo nel corso dell’ultimo anno, sono stati contestati in ogni parte d’Italia nell’ultimo anno: il comparto industriale più contestato è quello energetico con il 57,4%, con le opposizioni orientate in maniera preponderante verso gli impianti da fonti rinnovabili (55 quelli contestati, il 73,3% sul totale del comparto); a seguire il settore dei rifiuti (35,9%) e il comparto infrastrutturale (5,9%).

I dati, raccolti nell’ultimo rapporto elaborato dall’Osservatorio media permanente Nimby forum, danno la dimensione di un fenomeno che nel corso del tempo si è ingigantito tanto da diventare una linea di governo: oggi i primi protagonisti della sindrome Nimby non sono più i comitati locali di cittadini contrari a un’opera nel loro giardino, ma gli enti pubblici e politica (forti rispettivamente del 26,3% e 25,4% delle contestazioni) anziché rispondere proattivamente alle legittime preoccupazioni dei propri elettori: da Nimby a Nimto dunque, Not in my terms of office, ovvero non durante il mio mandato elettorale. Una cultura di (non) governo che trova però ancora sacche di resistenza, quelle che il premio Pimby Green inaugurato oggi da Fise Assoambiente punta a mettere in evidenza.

L’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ha deciso di rivolgere questo premio a pubbliche amministrazioni, imprese e giornalisti che si sono distinti nel campo di energia, gestione rifiuti, trasformazioni del territorio, per: la realizzazione di impianti tecnologicamente avanzati; il confronto, il dialogo e la partecipazione tesa a creare coinvolgimento positivo e responsabile dei cittadini; la pubblicazione di articoli e contenuti scientifici che hanno contribuito a diffondere un’informazione trasparente e scientifica contraria all’opposizione aprioristica a qualsiasi opera.

«L’acronimo Nimby, nato per descrivere il rifiuto da parte delle comunità locali verso nuove infrastrutture descrive oggi un fenomeno decisamente più complesso spiega il presidente di Fise Assoambiente, Chicco Testa che vede spesso come attore principale la politica, enti pubblici, associazioni ambientaliste, associazioni di categoria e sindacati. È tempo di superare questo egoismo territoriale, evolvendo verso un atteggiamento Pimby (Please in my back yard, ovvero Per favore nel mio giardino, ndr), con cui si metta il proprio territorio al servizio di una comunità più ampia e si consenta al nostro Paese di seguire la strada intrapresa da altre nazioni, specialmente del Nord Europa, che spesso identifichiamo come modelli virtuosi da seguire».

Pimby Green intende così valorizzare i processi decisionali basati su una visione strategica del bene comune e su un atteggiamento costruttivo nel rispetto del territorio, dell’ambiente e del confronto partecipativo. Un focus specifico riguarderà il settore della gestione rifiuti, seconda (dopo quello dell’energia) vittima preferita delle contestazioni Nimby, che prendono ormai di mira non solo gli impianti di smaltimento, ma anche quelli di riciclo, come quelli che realizzano il compost.
Le iscrizioni sono aperte e le candidature dovranno essere inviate entro il 31 maggio 2019 a assoambiente@assoambiente.org. Dal 1° giugno la Giuria, composta da rappresentanti dellAssociazione e del mondo industriale e scientifico, vaglierà le candidature e decreterà i vincitori, premiati nel corso di un evento promosso dall’Associazione a Roma il prossimo 3 luglio.
Qui tutte le info per partecipare:
http://assoambiente.org/index.php/assoambiente/entry_p/News/news/19608/23%7C

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