testo tratto da greenreport.it del 231 ottobre 2018

 

Riceviamo e pubblichiamo

In questo particolare momento, fatto di annunci (vedi i proclami del sindaco Benini), di conferenze stampa (vedi il Presidente Periccioli in rappresentanza della Società) e di articoli di giornali con attacchi e risposte, i lavoratori di Scarlino Energia erano indecisi se far sentire o meno la propria voce. È bene infatti ricordare che in questa fase ci siamo anche noi, in una situazione tutt’altro che felice.

 

Negli ultimi 4 anni, tra ammortizzatori sociali, orari di lavoro ridotti, lavori a comando, nel bel mezzo dello scontro a cui assistiamo, siamo infatti ancora qui. Le OO.SS in accordo con l’azienda hanno trovato soluzioni “tampone” che non possono certo durare all’infinito.

Per questo motivo chiediamo ai sindaci locali di evitare l’uso strumentale dell’inceneritore di Scarlino come cavallo di battaglia per l’ennesima campagna elettorale, di evitare di nascondere dietro ad una sbandierata campagna per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente quella che non è altro che una battaglia pregiudiziale nei confronti di un impianto che, alla luce dei fatti, risulta in regola per poter svolgere la propria attività.

Il pregiudizio deriva dal fatto che sia l’Asl, che l’Arpat (unici enti preposti e superpartes per la tutela della salute e dell’ambiente) hanno sempre espresso un parere positivo alla ripartenza dell’impianto e quindi all’ottenimento di quell’autorizzazione rilasciata dalla Giunta regionale da sempre contestata dalla politica locale.

I lavoratori chiedono, ai sindaci in questione, chiarezza sulle loro posizioni laddove venga raggiunto il tanto inseguito scopo, perché si rivolgeranno ad essi per riscuotere quanto largamente promesso, a partire dal giorno successivo la perdita del posto di lavoro. Il sindaco Benini ricorda infatti che la battaglia contro l’inceneritore dura da oltre 10 anni. In questo periodo cosa è stato fatto per noi? Di parole ne son state dette tante; frasi di circostanza anche: “Certamente dovranno essere individuate strategie occupazionali alternative per i dipendenti di Scarlino Energia che hanno perso il lavoro”

Adesso siamo stanchi ma comunque aperti a qualsiasi tipo di incontro pubblico con le amministrazioni locali (che con l’occasione ufficialmente richiediamo), affinché tali strategie occupazionali, tanto sbandierate, possano essere manifestate.

La politica locale, con questi atteggiamenti, non garantisce futuro a nessuno di noi e soprattutto ai nostri figli perché viene a mancare quella strategia di prospettiva priva di pregiudizio e priva di interessi di parte che sarebbe invece auspicabile per chi si impegna nella guida di un qualcosa a qualunque livello (dal locale fino alla guida di un Paese).

Allo stesso tempo, i lavoratori chiedono all’azienda, titolare di una nuova autorizzazione dal luglio 2018, chiarezza sul futuro e, in base al progetto di ripartenza, un tempestivo reintegro di tutto il personale con contratti full-time.

In tutto questo, tutte le OO.SS. ,che da sempre seguono la vicenda, confermano il proprio impegno per la tutela dei diritti dei lavoratori e la salvaguardia della salute e dell’ambiente rivendicando sostegno per lo sviluppo del territorio (sempre più in difficoltà) e di un’occupazione di qualità, nell’interesse di tutta la collettività.

I lavoratori di Scarlino Energia

RSU : Luca Gabrielli (FILTCEM-CGIL)

Loredana Spinetti (FEMCA-CISL)

Dario Martellucci (FIALC-CISAL)

Roberto Agresti come membro del direttivo UILTEC-UIL

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