testo tratto da Il Tirreno del 23 gennaio 2018

 

LUCCA «Sul versante rifiuti le imprese stanno ricevendo in questi giorni una notizia potenzialmente buona e un’altra sicuramente cattiva. Entrambe riguardano il tema degli impianti di smaltimento, per i quali da anni la nostra associazione denuncia la carenza di una seria e complessiva progettazione».

 

Così Confindustria Toscana Nord, la quale sottolinea che «la notizia buona è che la Cassazione ha annullato il provvedimento del tribunale del riesame di Pistoia, che aveva confermato il sequestro dell’impianto del Cassero disposto a seguito dell’incendio del luglio 2016. Un risultato solo preliminare ma importante perché apre spiragli sulla possibilità che la discarica venga riaperta e possa riprendere ad accogliere anche i rifiuti industriali. La chiusura della discarica ha creato gravi disagi a vari comparti produttivi rappresentati da Confindustria Toscana Nord: i casi più eclatanti riguardano gli scarti delle cartiere utilizzatrici come materia prima della carta proveniente da raccolta differenziata e gli scarti tessili, trasportati fuori regione o all’estero a costi elevati».«La notizia cattiva – prosegue – è che imprese e cittadini saranno chiamati a pagare nella tariffa rifiuti (Tari) i costi di progettazione dell’inceneritore di Selvapiana, bocciato dal consiglio regionale, e in prospettiva anche i consistenti oneri per l’interruzione dei lavori di Case Passerini, se l’amministrazione regionale confermerà il “no” anche per questo impianto.

Nessun impianto, nessun servizio ma costi aggiuntivi e problema rifiuti irrisolto. I Comuni del territorio stanno tenendo atteggiamenti diversi, accomodante alcuni, contrario agli aumenti della Tari altri. Ribadiamo che l’obiettivo deve essere una dotazione impiantistica adeguata, che consenta uno smaltimento dei rifiuti agevole e non troppo oneroso. Le due vicende – Cassero, Selvapiana e Case Passerini – hanno connotazioni diverse, ma entrambe concorrono allo stesso risultato: mancano impianti per smaltire i rifiuti. Almeno il Cassero riapra il prima possibile; sugli altri impianti, già in essere ma non pienamente sfruttati o fermi allo stadio di progettazione, si facciano riflessioni non ideologiche ma orientate a risolvere i problemi».

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