tratto da: Il Tirreno,  24.07.2015
di Guido Fiorini
PIOMBINO Valerio Caramassi, neo presidente di Asiu, è stato ricevuto a Roma al ministero dell’Ambiente dal sottosegretario Silvia Velo. È stata l’occasione per fare il punto, in particolare per l’area denominata LI53, in sostanza una zona di 14-15 ettari a ferro di cavallo, a ovest delle discariche, sulla quale sono stoccate una grossa quantità di rifiuti della ex Lucchini. Sono rifiuti che sono lì da prima della gestione di Nardi e quindi, di fatto, non sono di nessuno. Una parte di questi potrebbe essere trasformata con la Tap in “conglomix”, materiale ideale per i tombamenti nel processo di bonifica, l’altra è destinata a una discarica. L’area è di interesse per Asiu perché potrebbe essere utilizzata proprio come nuova discarica, garantendo parecchi anni di efficienza e nuovi introiti per la società, nel lungo periodo. I problemi sono legati alle autorizzazioni che, però, sono passate dalla competenza ministeriale a quella di Provincia e Regione, ma anche al fatto che l’area insiste su una zona Sin (sito di interesse nazionale, un’area contaminata estesa) e quindi, prima di essere utilizzata, dovrà essere anch’essa bonificata. L’ampliamento delle discariche, con la prospettiva delle aree Lucchini da bonificare e lo smantellamento delle navi in porto, è considerato strategico da Asiu, così come la ripartenza dell’impianto Tap, quello che produce il “conglomix”. Con qualche aggiustamento, quindi, si va avanti nella strada che era stata tracciata da Fulvio Murzi. Allo stesso, del resto, dal sindaco Massimo Giuliani era stato offerto di restare nel Cda, non più come presidente, ma come consigliere. Una proposta fatta prima dell’assemblea della settimana scorsa, che ha ricevuto un secco “no” dall’ex presidente. Per capire bene il quadro, l’area va osservata dall’alto. A fianco della Geodetica c’è l’attuale discarica, che ha ancora circa 80mila metri cubi di disponibilità, per un paio d’anni. Procedendo verso ovest c’è la discarica della Lucchini, in fase di acquisizione da parte di Asiu che, al momento, può essere rialzata di circa un metro e mezzo (sono 110mila metri cubi) e che potrebbe essere utilizzata per stoccare parte dei rifiuti che insistono sull’area LI53. Così facendo raggiungerebbe l’altezza dell’altra. In mezzo alle due si verrebbe a formare un cono che sarebbe possibile riempire, avendo a disposizione ulteriori 300mila metri cubi, per 8-10 anni. In soldi, sono qualcosa come 18 milioni di euro. Sono manovre che possono restituire efficienza ad Asiu, visto che chiunque vinca la gara per le bonifiche nella ex Lucchini, avrà comunque bisogno sia di Tap, per la produzione del “conglomix”, sia delle discariche per stoccare i materiali. Il problema, per le traballanti casse di Asiu, è arrivare a ottobre-novembre, quando si sentiranno i primi effetti del piano. In quest’ottica è importante anche il rapporto con Sei Toscana, la società di gestione dei rifiuti di Grosseto, Siena e Arezzo che sta acquisendo anche la Val di Cornia. Di fronte a un progetto credibile e condiviso la società può fornire le necessarie garanzie bancarie.

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