testo tratto da La Nazione del 26 marzo 2019

«AFFERMAZIONI prive di ogni fondamento scientifico che non hanno alcuna ragione di esistere». Non si è fatta attendere la risposta di Sienambiente alle dichiarazioni sulla scarsa sicurezza dell’inceneritore di Poggibonsi fatte da Roberto Fondelli, candidato a sindaco di Sinistra per Poggibonsi/Scelta Verde alle comunali di maggio.

«Il termovalorizzatore di Fosci è un impianto previsto da tutte normative vigenti che svolge un ruolo fondamentale per la chiusura del ciclo dei rifiuti e per garantire l’autosufficienza impiantistica alla Provincia di Siena – sottolinea Sienambiente –. Il termovalorizzatore è un impianto industriale la cui attività è monitorata in continuo e verificata da enti pubblici deputati a tali verifiche. Tutte le principali emissioni sono misurate istante per istante e periodicamente vengono realizzati ulteriori controlli da parte di laboratori esterni e enti pubblici preposti a tale attività. Sotto questo aspetto i limiti alle emissioni imposti dalle norme per i termovalorizzatori sono molto più restrittivi di quelli applicati agli altri impianti industriali». Siemambiente respinege al mittente tutte le critiche all’impianto: «In relazione a eventuali impatti ambientali, sono costantemente attive due centraline di monitoraggio che hanno dimostrato, nel corso degli anni, la totale assenza di una possibile correlazione tra il termovalorizzatore e la qualità dell’aria – fa notare il gestore dell’inceneritore –.

Al fine di monitorare ulteriormente le eventuali ricadute, vengono inoltre periodicamente effettuati anche studi sui terreni e sui vegetali nell’area circostante al sito, sempre con la partecipazione dell’Arpat: in base ad essi, non è mai emerso alcun effetto riconducibile all’impianto». Infine, un’ultima puntualizzazione sui rapporto tra raccolta differenziata e termovalorizzazione. «Nelle più avanzate forme di gestione dei rifiuti e come previsto da tutte le normative europee e italiane, il riciclo e la termovalorizzazione sono forme di gestione complementari e sono finalizzate alla massimizzazione del recupero di materia e di energia minimizzando gli smaltimenti in discarica- conclude Sienambiente – si dice –.

La raccolta differenziata non è infatti che uno strumento per semplificare il processo tecnologico che attraverso impianti industriali porta al vero obiettivo, che è quello del riciclaggio. In tali processi, così come in ogni altra attività industriale, vengono generati degli scarti non recuperabili che trovano come collocazione ottimale quella della valorizzazione energetica in impianti progettati con questo scopo».

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