testo tratto da La Repubblica del 7 luglio 2019


IL CONSORZIO LAVORA CON GLI IMBALLAGGI CHE HANNO RAGGIUNTO IL TERMINE DI VITA E LI RENDE RIUTILIZZABILI IMMETTENDOLI NEL MERCATO.

Per affrontare la sfida dell’uso efficiente delle risorse naturali, da alcuni anni l’Unione Europea ha avviato un processo per trasformare l’attuale modello economico – fondato su uno schema lineare (estraggo, consumo e smaltisco) – in un nuovo progetto sostenibile, basato sulla reimmissione delle materie all’interno dei processi produttivi. Per far sì che ciò avvenga bisogna imparare a ottimizzare la gestione degli scarti, usandoli per realizzare materiali innovativi, interamente riutilizzabili e che, quindi, non producano ulteriori rifiuti da smaltire. È a questo processo che si ispira il Consorzio Nazionale per gli Imballaggi di plastica (Co.N.I.P.), nato nel 1998 su volontà dei produttori italiani di casse in questo materiale.


GLI OBIETTIVI


Sin dalle sue origini il collettivo ha avuto ben chiaro il progetto da sostenere: la diffusione di una corretta ed efficace gestione ambientale degli imballaggi – di tutte le tipologie, da quelli rigidi fino a quelli terziari – e dei rifiuti che da essi derivano. Questo modello organizzativo si è distinto sin da subito per la sua portata innovativa, e per la capacità di garantire una gestione corretta degli scarti, in equilibrio tra efficienza ed economicità, adempiendo agli obblighi legislativi in materia di riciclo e recupero quando ancora la necessità di un modello economico circolare non era all’ordine del giorno.
Il Consorzio, che si occupa della gestione di casse e pallet in plastica prodotti con materiale riciclato e riciclabile al 100%, è costituito da tutti gli attori della filiera delle casse in plastica, e cioè produttori, utilizzatori, raccoglitori e riciclatori. I produttori sono i fabbricanti di imballaggi, mentre gli utilizzatori provvedono al loro riempimento, i raccoglitori si occupano della raccolta e del trasporto degli imballaggi e i riciclatori del loro avvio a riciclo.

Tutte le casse che vengono prodotte fregiandosi del marchio Co.N.I.P. sono composte al 99% da plastiche riciclate e, per natura, sono esse stesse completamente riciclabili. Questo, dunque, permette di poter raccogliere gli imballaggi immessi nel mercato, così da dare vita a un vero e proprio sistema virtuoso. Il 94% delle casse realizzate dai consorziati, infatti, rispetta proprio questo processo. La quota rimanente (6%), comunque, è costituita da casse a rendere, sempre prodotte a partire da materiali riciclati. Nel corso dei suoi 20 anni il consorzio ha applicato un contributo ambientale che ha permesso un risparmio di 150 milioni di euro, investendo circa 19 milioni di euro in processi sostenibili. Tutt’oggi, inoltre, fornisce alla propria rete assistenza su tematiche ambientali, sanitarie e di sicurezza sul lavoro.

UNO SGUARDO AL FUTURO


Il lavoro fin qui condotto da Co.N.I.P. ha permesso una svolta importante nel campo degli imballaggi.
Il consorzio, però, ha sempre nuovi progetti. Tra questi ci sono l’implementazione delle piattaforme di raccolta e avvio al riciclo, il miglioramento della qualità dei materiali e la produzione di nuove casse ecosostenibili. Per fare ciò, il gruppo promuove un sempre maggiore coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, così da migliorare la gestione della propria catena di valori e rendere un servizio eccellente a tutta la cittadinanza.
Le aziende consorziate producono casse con il 99% di materiale ottenuto da recupero.


IL CONSORZIO CERTIFICA L’INTERA FILIERA PRODUTTIVA DELLE CASSE
SOLO L 1% DEL COMPOSTO È MATERIA PRIMA VERGINE
GLI IMBALLAGGI DEL CO.N.I.P. SONO ADATTI AL SETTORE ORTOFRUTTICOLO

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