testo tratto da ecodallecittà.it del 9 luglio 2019

Si è tenuto lo scorso 4 luglio a Milano presso il Centro congressi di Palazzo Stelline il convegno “Il rottame in 4D – Mercato, sostenibilità, comunicazione e normative per l’oggi ed il domani del settore del riciclo della materia prima siderurgica”, organizzato da Siderweb in collaborazione con il Consorzio RICREA

Obiettivo dell’evento, rivolto a produttori di acciaio, commercianti di rottame ed a tutti gli stakeholder della filiera del riciclo, era analizzare il comparto Italiano del riciclo di rottame, presente in Italia con più di 1.000 attività. Un comparto strategico soprattutto nell’ambito dello sviluppo dell’economia circolare, perché, oltre al recupero di materia prima per la siderurgia (oltre 12 milioni di tonnellate di materia prima sul solo mercato nazionale), consente di risparmiare risorse naturali, ridurre l’inquinamento e impedire l’accumulo di rifiuti altrimenti smaltiti in discarica.

«La siderurgia si sta rimodellando, trasformandosi da industria “pesante” a industria “pensante”. Ne è un esempio la sua capacità di recuperare risorse dai propri scarti e di produrre acciaio dal rottame»: è uno dei concetti espressi da Emanuele Morandi, presidente di Siderweb, in apertura del convegno.

Tutte le aziende stanno acquistando per virtù, in alcuni casi per necessità, una maggior sensibilità ambientale. “Questo ha portato a rafforzare la collaborazione con quelle realtà come RICREA che sono in prima fila nella promozione del riciclo virtuoso di materiale – ha detto Federico Fusari-direttore generale di RICREA -. Un elemento che ha permesso al sistema di crescere in modo importante negli ultimi anni fino a raggiungere il prestigioso risultato visto nel 2018: il78,6% dei contenitori in acciaio immessi nel sistema è stato riciclato. Un risultato straordinario che ci pone a un passo dall’obiettivo 2030 fissato all 80%».

Grazie all’incremento del riciclo la disponibilità globale di rottame nei prossimi anni è destinata a crescere (dagli attuali 700 milioni di ton a 1.100 milioni di tonnellate nel 2030), condizionata soprattutto dal mercato cinese. «La maggiore disponibilità, i vincoli ambientali più stringenti e la necessità di ridurre l’intensità di capitale della produzione siderurgica spingeranno verso un maggiore utilizzo degli impianti elettro siderurgici -, ha detto Gianfranco Tosini dell’Ufficio Studi di Siderweb -: la produzione di acciaio con forno elettrico passerà dagli attuali 520 milioni di tonnellate a 733 milioni di tonnellate nel 2030. Conseguentemente la domanda di rottame salirà da 708 milioni di tonnellate di questa fase a 1.067 milioni di tonnellate nel 2030».

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