testo tratto da Il Tirreno del 27 novembre 2018

PIOMBINO. Incendio all’alba in un deposito di Rimateria, dove vengono stoccati rifiuti che devono essere sottoposti ad analisi prima di essere trattati nella discarica di Ischia di Crociano. L’incendio non ha provocato danni, ma ha creato allarme ed è giallo sulle cause, visto che potrebbe trattarsi di autocombustione (ma i rifiuti erano in quel deposito da una settimana), oppure anche di un atto doloso-dimostrativo.

Sulla vicenda stanno comunque indagando i carabinieri che sono intervenuti sul posto, chiamati dal personale di Rimateria, e i vigili del fuoco che hanno ispezionato i locali alla ricerca di tracce eventuali di un’azione dolosa.Ad accorgersi che stava accadendo qualcosa di anomalo sono stati gli operai di Rimateria del primo turno, poco prima delle sette. I lavoratori hanno notato del fumo filtrare dal lucernario di un deposito rifiuti. Immediatamente hanno attivato la squadra di emergenza che è intervenuta spegnendo le fiamme ed evitando qualsiasi problema ulteriore.L’incendio si è sviluppato in un deposito chiamato “di segregazione”, dove cioè vengono stoccati i carichi di rifiuti in entrata nella discarica che devono essere sottoposti ad analisi biochimiche.

Si tratta dei controlli di routine che avvengono secondo le prescrizioni di legge: vi sono quelli a campione che si sommano a quelli che vengono decisi autonomamente dal personale di controllo dei carichi in entrata. I rifiuti vengono mandati nell’apposito capannone chiuso, al cui interno vi sono degli stalli in cemento armato per ospitare il materiale. Le fiamme si sono sviluppate nello stallo numero uno, quello più vicino a una delle porte di ingresso: sono porte in metallo che, per ragioni di sicurezza, non vengono chiuse a chiave in modo da permettere il rapido passaggio del personale. Non si conoscono al momento i motivi dell’incendio sui quali spetta ora alle autorità fare luce. Certo le modalità – hanno fatto notare alcuni addetti – sono anomale.

Se si trattasse di autocombustione, avrebbe dovuto iniziare nella zona centrale del cumulo dei rifiuti, là dove i processi chimici sono più attivi. Oltretutto il materiare era depositato nel reparto di segregazione già da alcuni giorni. Le fiamme hanno preso il via dall’area più esterna del cumulo. Pertanto, tra le ipotesi sul tappeto, c’è anche quella dell’incendio doloso, appiccato volutamente. Difficile accertare la presenza di inneschi, perché si tratta di materiale triturato derivante dalla quota di scarto della raccolta differenziata di rifiuti urbani. È la parte di spazzatura non riciclabile prodotta dopo la vagliatura della differenziata. L’area del deposito si trova nella zona della discarica confinante con le acciaierie e poco distante anche dalla Geodetica. È protetta da una normale recinzione in rete metallica che, in quel tratto, non è coperta dal controllo delle telecamere di vigilanza. Insomma, tutte le ipotesi sono aperte. Sarà l’inchiesta a fare chiarezza.

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