testo tratto da La Nazione del 27 settembre 2018

LE DITTE di autospurgo hanno la loro associazione di categoria. E nata a Prato la prima sezione italiana del «mestiere» di autospurgo. Le aziende associate sotto l’ala di Cna sono una ventina a fronte delle 350 che operano in Toscana e tante hanno partecipato ieri alla prima assemblea costitutiva, svoltasi nella nuova sede di Cna Toscana Centro.

 

Il dialogo con la Regione Toscana ora si fa serio poichè le aziende vogliono uscire al più presto da una situazione di «impasse» che sta danneggiando tutti: dai lavoratori ai condomini sino alla stessa Gida, l’unico sito dell’area pratese autorizzato a mandare in discarica i fanghi prodotti dal trattamento degli scarichi degli spurghi. Il 6 agosto scorso è iniziato, lo ricordiamo, l’incubo smaltimento fanghi a seguito dell’esito di un ricorso presentato di fronte al Tar lombardo e il 7 settembre è arrivata l’ordinanza della Regione che consente lo smaltimento momentaneo dei fanghi, escludendo però Gida.
Per le ditte di autospurgo è stato un vero e proprio collasso tanto che oggi il lavoro è ridotto del 50%. Massimo Durgoni è stato nominato dall’assemblea portavoce regionale della sezione autospurghisti ed ha illustrato le azioni da mettere in campo nei prossimi giorni: un incontro urgente con l’assessore regionale all’ambiente Fratoni e una nuova assemblea fra due mesi. «Invieremo una lettera agli amministratori condominiali – spiega Durgoni – con l’ausilio di Cna per informarli di questa situazione di emergenza e del rincaro di sei euro al metro cubo causato dall’aumento delle tariffe di depurazione».
Fino al mese di agosto (prima quindi che scoppiasse l’emergenza), infatti, i condomìni pagavano in media fra i 300 e i 400 euro a svuotatura della fossa biologica. Ora, a un mese di distanza, è arrivata la stangata rincaro del 25%, portando i prezzi degli interventi fino a 500 euro a svuotatura. Il settore degli autospurghi in Toscana offre lavoro a circa mille persone e fino ad oggi è stato considerato un servizio, non un mestiere. Fra gli obiettivi del nuovo organismo, partendo dal livello locale, ci sono la creazione di una tariffa unica di smaltimento e la possibilità di scarico per tutti in Gida.
Inoltre la richiesta di apertura anche in agosto dell’impianto Gida e l’aumento della sua capacità ricettiva. Gida ha dato la disponibilità al raggiungimento di tutti questi obiettivi. Chi sono i portavoce delle ditte nelle varie province toscane? «Il tempo è scaduto – sottolinea Claudio Bettazzi, presidente Cna area Prato – e dobbiamo lottare per gli interessi di tutti. Cna ha il compito di aiutarvi ad essere ben rappresentati. Ero al tavolo in Regione e insieme al direttore Cinzia Grassi continueremo ad essere al vostro fianco in questa battaglia».
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