testo tratto da Italia Oggi del 26 marzo 2019

di Maicol Mercuriali

Una montagna di letame, 5 miliardi di tonnellate, entro il 2030 sarà prodotto dal bestiame allevato e sarà da smaltire non si sa bene come.

L’allarme arriva dall’Inghilterra, come ha riportato The Guardian. «È un grosso problema», ha osservato Joe Brown, docente di ingegneria ambientale al Georgia institute of technology, «i rifiuti di origine animale stanno crescendo perché con l’aumento della popolazione e della ricchezza c’è una maggiore richiesta di proteine. Mentre abbiamo adottato molte misure per gestire in modo sicuro i rifiuti umani, nessuno parla di come fare con quelli animali».

Il quotidiano inglese ha riportato alcuni esempi significativi: l’80% delle aziende agricole dei Paesi Bassi produce più sterco di vacca di quello che è possibile utilizzare legalmente come fertilizzante; le mucche della Gran Bretagna ne producono 36 milioni di tonnellate, sufficienti a riempire lo Shard, il grattacielo più alto di Londra con i suoi 310 metri, per ben 78 volte; la Cina sta cercando di varare misure drastiche per cercare di ridurre la quantità di letame scaricata nei fiumi. Nel Regno Unito dal 2010 al 2016 gli allevamenti sono stati responsabili di 424 episodi di grave inquinamento ambientale per questioni legate allo smaltimento dei rifiuti. Ma gli allevamenti non devono affrontare solamente «l’emergenza letame», ma contenere anche le emissioni gassose collegate, come ammoniaca, protossido di azoto e idrogeno solforato. Oltre che di metano, un gas a effetto serra prodotto in grandi quantità. E secondo Philip Longhurst, professore di protezione ambientale alla Cranfield University, spesso si sottovaluta l’effetto del metano, di cui «i rifiuti agricoli sono una delle prime fonti in Europa».

Il gas metano è un osservato speciale in Cina, dove la produzione di proteine animali è aumentata di quasi cinque volte tra il 1980 e il 2010: effetto dell’espansione economica. Nello stesso periodo si ipotizza che il metano derivante dagli allevamenti e disperso nell’atmosfera sia raddoppiato. Nella Terra del Dragone c’è il problema del letame sversato nei corsi d’acqua, spandimenti dalle pericolose conseguenze ecologiche: dai nitrati al fosforo, fino alla diffusione di patogeni.

«L’inquinamento delle acque è uno dei maggiori problemi derivanti dall’eliminazione inefficace dei rifiuti di origine animali», ha spiegato al Guardian, Oene Oenema, docente all’università di Wageningen. «Quando questi rifiuti vengono smaltiti nei fiumi e poi sono trasportati nei laghi o nelle zone costiere, la fauna ittica scompare, l’acqua diventa nera e c’è un alto rischio di trasmissione di infezioni agli essere umani». Cina, Africa, India e Sud-est asiatico, dove le comunità vivono ancora a stretto contatto con il bestiame, sono tra le aree a più alto rischio. Ma quando queste economie cresceranno, la richiesta di proteine aumenterà e con essa anche la quantità di letame.

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