testo tratto da La Nazione del 7 novembre 2018

IL FUTURO del rapporto tra economia, rifiuti e riciclo passa dall’impiantistica e dalle scelte che devono coniugare avanguardia tecnologica e massima sostenibilità ambientale. Un concetto caro al consigliere regionale Antonio Mazzeo, ieri allo stand del gruppo Hera.

 

«Dobbiamo recuperare il tempo perso – dice Mazzeo -. Il nostro tessuto produttivo ha necessità di trovare risposte adeguate in Toscana, o comunque in Italia, anche in termini di smaltimento di rifiuti e avvio al recupero, dentro un sistema che da una parte rispetti l’ambiente e dall’altro consenta alle aziende di stare sul mercato. L’ultima emergenza, quella dei ritagli in pelle, è la prova di quest’urgenza». Oggi molte aziende sono costrette a ricorrere (quando, come nei ritagli in pelle questi non possono essere avviati alla trasformazione in fertilizzanti), come avviene ad esempio tramite Waste Recycling Spa, ad impianti all’estero con notevoli aumenti di costi. Il riflesso di questo passaggio è doppio: il peso economico aziendale che cresce e dall’altra risorse che invece che in Italia e in Toscana finiscono in altri Paesi. Mazzeo si è trattenuto a lungo con i vertici di Hera per confrontarsi sulle prospettive dell’economia circolare e sui progetti in corso.

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