testo tratto da Il Tirreno del 25 luglio 2019


Manolo Morandini

Piombino. Che significato ha il tempo? Quello lasciato correre da Rimateria Spa fino ad arrivare al decreto dirigenziale 12403 con cui la Regione Toscana il 23 luglio ha diffidato la società a presentare “adeguate garanzie finanziarie a copertura della gestione post operativa della discarica” entro quindici giorni.

Sospendendo, finché non ci sarà la fideiussione, i conferimenti di rifiuti all’impianto. Conferimenti che di fatto non avvengono da una quindicina di giorni in quanto gli spazi in discarica sono esauriti. Insomma, il provvedimento non impatta sull’attuale operatività dell’impianto di Ischia di Crociano, ma mette in luce una gestione delle scadenze poco attenta. Altrimenti come spiegare la corsa contro il tempo per correre ai ripari?

Saranno i due soci privati Navarra Spa e Unirecuperi Srl a definire una ipotesi per far fronte al rinnovo della fideiussione. L’impegno portato avanti in accordo tra i due viene indicato come un dato da cui partire per interpretare le schermaglie legali che li vedono protagonisti anche se adesso siedono allo stesso tavolo del consiglio di amministrazione Rimateria.

È del 16 luglio la sentenza del Tar della Toscana che accoglie il ricorso di Navarra Spa con cui si ordina a Rimateria di consentire alla società l’accesso agli atti con cui è stata messa a punto la cessione del 60% delle azioni Rimateria detenute da Asiu Spa in liquidazione. Azioni vendute in due pacchetti del 30% e in tempi diversi. Il primo acquistato da Unirecuperi Srl e l’altro da Navarra Spa. E quest’ultimo è al centro del contenzioso che oppone i due soci privati, con Unirecuperi che ha esercitato il diritto di prelazione. Aspetto su cui dovrà pronunciarsi il Tribunale di Livorno.

La prima udienza si terrà ad ottobre. Nel frattempo le due controparti hanno iniziato a parlarsi e condividere le scelte nel cda di Rimateria. Consiglio in cui fino al 31 luglio siederà in veste di presidente la dimissionaria Claudia Carnesecchi. A una manciata di giorni dalla scadenza, però, sulla persona che il socio pubblico di maggioranza, il Comune di Piombino, deve indicare per quell’incarico non filtrano indicazioni. Resta alta la di preoccupazione per la situazione Rimateria. Lo hanno ripetuto i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, con le categorie regionali e provinciali e la Rsu di Rimateria il 23 luglio nell’incontro con il sindaco Francesco Ferrari e il vicesindaco Giuliano Parodi.

«Apertamente sono state affrontate le problematiche che ad oggi non danno chiarezza sul futuro dell’azienda e che metterebbero a rischio il futuro occupazionale dei 50 lavoratori impiegati sul territorio di Piombino», affermano i sindacati in una nota congiunta. E ancora: «L’amministrazione si è impegnata a mettere in atto tutti gli strumenti idonei alla salvaguardia dell’azienda e degli stessi lavoratori nel rispetto del territorio. Abbiamo chiesto che l’impegno preso si tramuti in atti concreti anche in previsione dell’imminente assemblea dei soci dell’azienda che deciderà almeno nell’immediato il proseguo della stessa Rimateria. Siamo chiaramente favorevoli a uno sviluppo del territorio che vada a riqualificare il ruolo e l’attività dell’azienda, tramite un piano industriale definito che individui step e azioni positive per sostenere e traguardare le scelte sul ciclo dei rifiuti».

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