testo tratto da Il Tirreno del 04 dicembre 2018

 

Le scelte «Nei prossimi giorni gli organismi del partito, in tutte le loro rappresentanze, si riuniranno per concordare con il sindaco azioni imminenti sulle scelte che dovranno guidarci fino alla fine del mandato e sui percorsi futuri che apriranno un dialogo con tutte le forze laiche e antifasciste che vorranno accompagnare questo processo a partire, se vorrà, da Spirito Libero».

 

 

Spiragli dunque – secondo la nota dell’Unione comunale Pd – per una possibile ripresa del dialogo con gli ex alleati, in vista delle amministrative, dopo l’ultimo consiglio comunale in cui è consumata la rottura in maggioranza, con l’uscita di Spirito Libero e le dimissioni del vicesindaco Stefano Ferrini. Il Pd sostiene che «la città ha bisogno di ritrovare un equilibrio e crediamo che la movimentazione attivata in questi mesi meriti rispetto e considerazione». Rispetto al progetto Rimateria il Pd spiega di averlo «sempre sostenuto perché riteniamo che questo territorio abbia bisogno di luoghi e impianti a supporto di quella diversificazione economica tanto citata da molti.

Una città che vuole guardare al turismo e alla presenza di impianti industriali meno inquinanti non può non porsi il problema di come gestire i suoi rifiuti». L’Unione comunale dichiara anche di aver sostenuto «che un referendum non sarebbe stato lo strumento per provare ad aggiornare gli obiettivi nell’interesse della città, ma un limite che metterebbe a rischio procedure già in atto creando una empasse fino a novembre 2019. Il parere della commissione tecnica ci ha confermato l’inammissibilità dei quesiti».Da qui «come spiegato al Comitato – prosegue il Pd – e coerentemente con quanto detto, non ci siamo fermati a un no. Il gruppo Pd di Piombino ha dato mandato al sindaco di farsi portavoce nell’assemblea dei soci di un elenco di azioni che da subito possono dare risposte alla città sul tema della salvaguardia ambientale e della necessità di riconsiderare alcune scelte alla luce delle novità che la cronaca ci descrive, prima tra tutte la ripresa di alcuni settori della fabbrica e l’inizio degli smantellamenti.

Per questo ci che il Comitato non abbia compreso che la nostra astensione al documento delle opposizioni ha permesso il rinvio della cessione delle quote a 60 giorni. Il nostro voto contrario avrebbe impedito tutto questo».Il Pd spiega quindi che il confronto dei giorni scorsi con Spirito Libero «si è fondato su questi contenuti e la loro posizione sembra portare in sé pura tattica politica, poco comprensibile da una forza di maggioranza che nei due anni precedenti ha votato a favore di tutti gli atti riferiti a questa azienda. Non potevamo promettere ciò che sarebbe stato impossibile mantenere, non esistono “referendum condizionati” e non ci sembra di meritare giudizi altezzosi rivolti al gruppo, al partito di maggioranza e irriguardosamente al sindaco che fino a oggi ha assegnato un ruolo di primo piano – è la conclusione – a un esponente di quella forza politica, pur rappresentata da un solo consigliere sugli scranni del Consiglio».

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