testo tratto da Il Tirreno del’8 aprile 2018

 

PRATO. Il dissequestro della discarica del Cassero a Serravalle è una boccata d’ossigeno sul fronte del conferimento dei rifiuti tessili prodotti dalle aziende pratesi. Ma è solo un primo passo al quale dovrà seguire un consistente ritocco dei prezzi attualmente insostenibili per le imprese.

Ne è convinto Sandro Lascialfari, rappresentante pratese in Alia ma soprattutto massimo dirigente di Programma Ambiente, dopo le dimissioni del presidente Roberto Pagliocca. «La chiusura di quella discarica dopo Prato aveva un suo spazio per poter conferire i rifiuti tessili – dice – era uno dei problemi principali da risolvere ed è anche il motivo per cui i costi a tonnellata sono quasi raddoppiati negli ultimi mesi. Questo perché le altre soluzioni che abbiamo, cioè gli altri impianti, sono più lontani di Serravalle e i costi inevitabilmente più alti.

Sappiamo che la discarica dovrebbe riaprire a tutti gli effetti nel giro di due settimane, in quanto la manutenzione da parte dei gestori era continuata anche durante la chiusura. Si tratta ora di capire se il dissequestrato comporti dei vincoli maggiori per il conferimento dei rifiuti tessili – non dimentichiamo che sono considerati alla stregua dei rifiuti speciali – e se e fino a che punto è possibile trattare almeno per tornare ai prezzi precedenti al sequestro della discarica da parte della magistratura».

C’è anche un altro scoglio che si profila all’orizzonte, cioè una lettera in dieci punti all’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni in cui il sindaco di Serravalle Piero Lunardi pone una serie di condizioni per la riapertura della discarica del Cassero. Per la verità, leggendo questi paletti e richiesta di garanzie posti alla Regione, non c’è un No agli scarti tessili pratesi, ma si dice genericamente che «i rifiuti conferiti nell’impianto debbano provenire solo da attività presenti sul territorio regionale, preferibilmente solo direttamente dalle aziende e non da trasformatori di rifiuti». «Non ho ancora letto questa lettera del sindaco di Serravalle – ammette Lascialfari – ma non credo che un Comune abbia voce in capitolo: sono scelte che spettano alla Regione.

Semmai auspichiamo che proprio la Regione prenda in mano in modo deciso la questione di nuovi impianti da realizzare e non solo per il problema degli scarti tessili». Concetto ribadito anche dall’assessore all’ambiente Filippo Alessi: «Gli impianti nel proprio comune non li vuole nessuno e c’è sempre qualche comitato agguerrito pronto a contestare i progetti. Purtroppo gli impianti per i rifiuti servono ed è importante che la Regione consideri l’attuale condizione degli impianti e riesca ad imporre le proprie decisioni».

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