testo tratto da Il Tirreno del 29 luglio 2016

 
PIOMBINO La minoranza sindacale di Coordinamento articolo 1, Camping Cig, torna a esporrei propri dubbi sulla questione Aferpi. «I lavoratori, benché stremati economicamente e psicologicamente dalla vicenda Aferpi, cominciano a prendere coscienza dei fatti: nessuno dei tre progetti Aferpi é stato ancora avviato; solo pochi giorni fa è stato presentato un nuovo piano industriale che ridimensiona notevolmente e stravolge quello originario dell’aprile 2015; il tempo scorre veloce e inesorabile verso il 30.06.2017, quando Aferpi, legalmente, potrà disporre a sua convenienza degli impianti e quindi dei lavoratori. I sindacati, che sino a ieri si erano limitati a presenziare alle riunioni al Mise che hanno prodotto solo verbali con impegni che sistematicamente venivano disattesi (soprattutto sul piano finanziario, visto che non c’è traccia dei capitali necessari agli investimenti e mancano addirittura i soldi per il normale esercizio dei laminatoi), oggi finalmente esprimono preoccupazione e decidono di chiamare i lavoratori alla mobilitazione». «D’ altra parte non si possono più chiudere gli occhi, quando persino il Commissario Nardi (vedi a lato, ndr) inizia a metter nero su bianco la possibilità di default di tutta l’ operazione Aferpi. È il momento che i lavoratori ritornino ad essere protagonisti e ad avere voce in capitolo per far sentire il loro peso e le loro rivendicazioni nelle stanze del potere. Alla manifestazione che i sindacati hanno indetto per il 4 agosto (data dell’incontro tra Governo e Cevital) a Roma , la presenza di lavoratori e cittadini deve essere massiccia per rivendicare con forza: 1) il ritiro del nuovo (dimezzato) piano industriale di Aferpi, inaccettabile; 2) che il Governo esiga che siano esibiti i documenti che attestino l’esistenza e l’ammontare delle risorse finanziarie di Aferpi per la realizzazione di quanto sottoscritto; 3) che in caso di risposta negativa si prenda atto definitivamente della inconsistenza del piano Cevital-Aferpi, guardando in faccia la realtà ed evitando di perdere ulteriore tempo prezioso. Il Governo deve operare per l’avvio di un piano in alternativa a Cevital che dia prospettive concrete di lavoro per tutti i lavoratori della ex Lucchini: 4) che Piombino venga inclusa dal Governo nelle misure di agevolazione per gli esuberi della siderurgia; 5) che il Tfr, finalmente libero da vincoli, venga erogato ai lavoratori senza ulteriori proroghe; 6) che Governo e Regione in primis e tutti i soggetti pubblici e privati tenuti ad intervenire operino per l’ avvio tempestivo dei lavori di bonifica del Sin di Piombino, premessa di qualsiasi reindustrializzazione e possibile fonte di lavoro: occorrono tempi e finanziamenti certi per la messa in sicurezza e la bonifica sostanziale delle aree:discariche piombino

7) che siano incrementati i fondi e accelerate le procedure per gli incentivi alla diversificazione produttiva; 8) che si dia avvio ai lavori per il completamento della Ss398 e per il potenziamento della ferrovia. Infine si sottolinea l’importanza di un Piano siderurgico nazionale. Senza una politica industriale che riguardi tutta la produzione primaria nazionale e includa i trasformatori e i consumatori di acciaio nonchè i servizi e la ricerca, i vari siti produttivi slegati fra loro non potranno uscire dalla crisi. Invitiamo tutti lavoratori e i cittadini della Val di Cornia a partecipare numerosi il 4 agosto alla mobilitazione promossa dai sindacati a Roma».

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