testo tratto da greenreport.it del 24 Luglio 2019

di Luca Aterini

Con decreto dirigenziale 12403 la Regione Toscana ha diffidato ieri la società Rimateria, in qualità di gestore referente Aia della discarica per rifiuti non pericolosi a Ischia di Crociano (Piombino), a presentare «adeguate garanzie finanziarie a copertura della gestione post operativa della discarica» entro 15 giorni: finché non ci sarà la fidejussione i conferimenti di rifiuti all’impianto sono e rimangono sospesi.

Si tratta di un decreto che di fatto non impatta sull’attuale operatività dell’impianto, in quanto gli spazi in discarica sono esauriti e i conferimenti già fermi da settimane; in ballo c’è però la prosecuzione di una delle due procedure in corso in Regione, ovvero la cosiddetta variante sostanziale che dovrebbe consentire di coltivare in continuità le aree già autorizzate, ovvero la sutura che dall’attuale discarica ex Asiu va ad appoggiarsi alla ex-Lucchini.

È il cosiddetto cono rovescio, con l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che è già stata aggiornata in tal senso lo scorso febbraio sempre dalla Regione. Si tratta dei moduli 7 e 8 della discarica, già approvati dal 2016 per complessivi 140.000 mc e pronti per accogliere rifiuti speciali non pericolosi a fronte di un articolato piano di monitoraggio per garantire la sostenibilità dell’impatto ambientale.

Contattata dalla nostra redazione, Rimateria conferma che è già al lavoro insieme ai propri soci per trovare la soluzione più adeguata sul fronte della fidejussione, in modo da presentare le adeguate garanzie finanziarie chieste dalla Regione: filtra cauto ottimismo, con la situazione che dovrebbe essere risolta in pochi giorni.

Su tutt’altro fronte, sempre nella giornata di ieri il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, insieme al vicesindaco Giuliano Parodi, ha incontrato – su loro richiesta – le rappresentanze dei lavoratori Rimateria: in municipio erano presenti le Rsu, le categorie provinciali Cgil, Cisl e Uil e i confederali provinciali. Il sindaco Ferrari ha spiegato che «l’amministrazione non vuole la chiusura di Rimateria, che provocherebbe danni sia lavorativi che ambientali al territorio», ma ritiene doverosa una riqualificazione della sua attività: in tal senso Rimateria «potrebbe divenire soggetto attuatore della messa in sicurezza della vecchia discarica di Poggio ai Venti e delle opere di Città Futura, per cui esistono somme già accantonate in Regione». Un’ipotesi ventilata ieri dal sindaco per la prima volta, e che rimane dunque tutta da esplorare e dettagliare; lo stesso si può dire per le misure di tutela a favore dei lavoratori Rimateria che sono state ipotizzate nel corso dell’incontro. «I lavoratori Rimateria non devono fare le spese delle scelte passate che ci hanno condotto fino a qui», ha dichiarato in proposito Ferrari. Da quanto comunicato ieri il Comune sta valutando «sia la possibilità di stimolare Sei Toscana per l’assorbimento di una parte dei lavoratori Rimateria, sia l’attivazione di ammortizzatori sociali che apparivano, fino alle amministrazioni passate, impossibili da attuare ma che, da ultimi accertamenti effettuati, sembrano applicabili».

Per il resto, come già anticipato, la nuova Amministrazione comunale «esprimerà alla Regione Toscana parere negativo circa la concessione della Via al progetto del raddoppio dei volumi della discarica, partendo dalla constatazione della vicinanza non solo con il centro abitato di Colmata, ma anche con quello di Montegemoli che, nella misurazione della distanza dal perimetro della discarica (e non dal centro come effettuato nelle passate misurazioni) risulta all’interno dei 500 mt di distanza obbligatoria dalla discarica».

In questo caso in ballo c’è la seconda delle procedure in corso in Regione, quella che non riguarda il cono rovescio ma i nuovi progetti, ovvero il risanamento ambientale e la riqualificazione paesaggistica relative alla presenza delle quattro discariche già esistenti – di cui una incontrollata, la LI53 – all’interno del perimetro di 58 ettari di pertinenza Rimateria (a loro volta adiacenti a un Sin di 900 ettari). Come dovrebbe ormai essere noto, il progetto industriale dell’azienda non prevede né di ampliare né tanto meno di raddoppiare questi 58 ettari, ma di prenderli in carico trasformando un’area di discarica incontrollata già presente in una controllata: in entrambi i casi, naturalmente, i centri di Colmata e Montegemoli rimarranno alla stessa distanza dal perimetro dell’area.

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