tratta da: Il Tirreno, Cronaca di Piombino 29.08.2015
CAMPIGLIA I propositi di Valerio Caramassi sono condivisibili, ma solo se si compiono subito atti coerenti a cominciare da un nuovo piano delle attività estrattive. Scrive questo in sostanza la lista Comune dei cittadini all’indomani del consiglio comunale dedicato alla situazione societaria di Asiu, «un consiglio richiesto a gran voce dalle minoranze – scrive Cdc – dopo che i bilanci della società si sono fatti sempre più gravi e i sindaci soci continuavano ad avere un atteggiamento reticente nell’ammettere la gravità della situazione. La nostra finalità nel richiedere tale convocazione era incentrata a conoscere la reale situazione debitoria della società e quale saranno le soluzioni che la nuova gestione del neo presidente Caramassi ha intenzione di promuovere riguardo a numerosi punti, tra i quali: il passaggio a Sei Toscana, le bonifiche delle aree ex Lucchini, cosa fare della società Tap, dell’impianto Cdr, della discarica di Ischia di Crociano ormai esaurita e come ripianare i debiti di Asiu. Quest’azienda ritenuta modello dai nostri sindaci ha accumulato oltre 20 milioni di debiti. Una cifra enorme, maturata nel silenzio colpevole di chi avrebbe dovuto capire in tempo ed evitare un simile disastro». «Il nuovo presidente di Asiu sembra ignorare la gravità della crisi finanziaria – aggiunge il Cdc – non dedica molta attenzione ai rifiuti urbani e punta tutto sul rilancio di Tap partendo da due assunio basilari: ridurre il consumo degli inerti di cava e coinvolgere le imprese estrattive nella gestione dell’impianto Tap; rimuovere e trattare i rifiuti industriali sepolti nelle arre industriali siderurgiche. Ci sarebbe pertanto un primario interesse di Aferpi a far funzionare l’impianto Tap. I due propositi sono condivisibili, ma solo se chi li sostiene compie subito atti coerenti con questi assunti e precisamente: rivedere il piano delle attività estrattive approvato dalla Provincia nel 2014 che non prevede riduzioni delle escavazioni, bensì incrementi e proroghe delle concessioni e nessun recupero dei rifiuti industriali; modificare le soluzioni tecniche per le bonifiche delle aree industriali che non prevedono la rimozione delle colline di scorie accumulate nei secoli, ma una loro sostanziale impermeabilizzazione per evitare drenaggi». «Senza queste premesse – conclude la nota – non sono credibili gli scenari proposti e la certezza, invece, è quella di un ulteriore aggravamento dello stato fallimentare di Asiu».

Share This