testo tratto da Il Sole 24 del 04 luglio 2018

E’ incoerente e pericoloso spingere le raccolte differenziate se poi chi utilizza quei materiali – come fanno le aziende del distretto di Lucca con la carta riciclata che viene trasformata in cartone da imballaggio – non sa dove smaltire gli scarti delle lavorazioni (fanghi e pulper).

 

«Servono gli impianti per smaltire i rifiuti generati dalle operazioni di recupero», tuonano ancora una volta gli industriali di Lucca, Prato e Pistoia riuniti in Confindustria Toscana Nord, l’associazione che sul proprio territorio concentra i problemi dei distretti della carta (a Lucca), del tessile (a Prato), del lapideo (sempre a Lucca), oltre che dell’edilizia e della metalmeccanica.
Gli industriali ora tornano a sollecitare il presidente della Regione, Enrico Rossi, che insieme alla sua Giunta ha ormai “seppellito” il nuovo termovalorizzatore di Case Passerini e annunciato di voler puntare sull’incremento della raccolta differenziata piuttosto che sulla costruzione di impianti di smaltimento. «La raccolta differenziata è solo un mezzo e non il fine di una corretta gestione dei rifiuti – sottolineano gli industriali – dire di portare la differenziata al 70% di per sé non significa molto, dato che non tutto quello raccolto in modo differenziato può essere riciclato e che mancano gli impianti per smaltire i rifiuti generati dalle operazioni di recupero».

L’emergenza per le aziende industriali è gia scattata (e si aggiunge a quella che si sta delineando per i rifiuti domestici). In autunno la carta sarà al collasso, senza più impianti in giro per l’Italia in cui smaltire fanghi e pulper. Il tessile lo è già, con i sacchi neri che contengono cascami e peluria stoccati nei piazzali in attesa di destinazione.

«Confidiamo che nell’incontro che il presidente Rossi ci ha promesso a breve venga affrontata l’emergenza e ci vengano date garanzie per il medio e lungo termine», affermano gli industriali.
Anche se gli atti vanno in direzione diversa: dall’accordo di programma che sarà firmato da Regione e Kme per il rilancio dello stabilimento di prodotti intermedi in rame di Fornaci di Barga è sparita la “terza gamba”, cioè proprio gli industriali della carta che avrebbero dovuto assicurare gli scarti di lavorazione per alimentare il futuro pirogassificatore di Kme destinato a bruciare scarti per produrre energia.

Share This