testo tratto da Il Sole 2 Ore del 08 ottobre 2018

 

Pronti a nuovi vestimenti a condizione che le autorizzazioni arrivino in tempo, altrimenti si chiude.

 

È una partita contro la burocrazia e i tempi lunghi quella che gioca la Portovesme srl, azienda che sotto il controllo della Glencore, produce nello stabilimento di Portovesme e in quello di San Gavino 150mila tonnellate l’anno di zinco, 65mila tonnellate di piombo, 200mila di acido solforico, 3mila di rame, duecento d’argento e una d’oro.

Perché è proprio il fattore tempo ad essere determinante per lo stabilimento acquisito circa 19 anni fa dalla Glencore dalle partecipazioni statali. In ballo ci sono le autorizzazioni necessarie per costruire la nuova discarica, indispensabile per lo stoccaggio dei residui di lavorazione.

Il sito in uso (Genna Luas) «costata a suo tempo sessanta miliardi di lire», è in via di esaurimento. L’azienda ha ottenuto le autorizzazioni per realizzare un ultimo argine assicurando un altro anno di vita prima della bonifica definitiva. Giusto il tempo per ottenere le autorizzazioni necessarie a costruire il primo anello della nuova discarica dove dovranno essere smaltiti i residui vetrificati. Proprio i tempi dilatati preoccupano il manager e i sindacati . «Rischiamo di andare a chiudere Genna Luas – chiarisce Carlo Lolliri, amministratore delegato della Portovesme srl – e non abbiamo il primo anello della nuova discarica di cui non sappiamo ancora nulla sullo stato delle autorizzazioni».

Tempi contingentati che, a sentire Lolliri, rischiano di mandare tutto in malora: «se non arriva per tempo l’autorizzazione per la nuova discarica chiudiamo tutto, non possiamo permetterci di andare a spendere soldi in altri siti». Parole di fuoco («non si può fare industria se non si abbatte una burocrazia feroce») che il numero uno dell’azienda metallurgica pronuncia nel corso del congresso della Filctem della Sardegna sud occidentale quasi a rimarcare l’urgenza di trovare una soluzione che garantisca continuità all’azienda che, con un fatturato di oltre mezzo miliardo all’anno, assicura occupazione a circa 1.300 persone.

«Da quando Glencore ha acquisito lo smelter di piombo e zinco di Portovesme ha investito 470 milioni di euro e non ha fatto 1 licenziamento. Stiamo facendo bonifiche a carico nostro per 100 milioni di euro, siamo pronti a investirne altri 30 ma se non arriva per tempo l’autorizzazione per la nuova discarica chiudiamo tutto».

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