tratto da: La Nazione, 29/04/2016

 

PIOMBINO – C’ERA ATTESA per la riunione della Conferenza dei servizi, convocata in sede decisoria al ministero dell’ambiente per approvare l’analisi di rischio sanitario ed ambientale dello stabilimento siderurgico di Aferpi. Annunciato a più riprese e finito poi sotto silenzio, si apprende oggi dal sito del ministero che quell’incontro si è concluso con l’ennesimo rinvio così motivato: «I presenti alla luce della complessità dell’argomento all’ordine del giorno, che necessita di ulteriori approfondimenti istruttori per poter pervenire a determinazioni conclusive, concordano nell’aggiornare la presente conferenza di servizi a data da destinarsi». Gli approfondimenti attengono ad una materia importante, ovvero alla determinazione del tipo e del volume di inquinanti presenti nell’area industriale, individuata come sito di interesse nazionale, per poter quindi procedere alle bonifiche. Quindi un’azione propedeutica per iniziare qualsiasi tipo di attività.

PRIMA della seduta in sede decisoria infatti, una diversa conferenza dei servizi, nella stessa giornata del 21 aprile, ha esaminato in via istruttoria la documentazione inviata al riguardo da Aferpi e ne ha osservato i contenuti richiedendo quindi alla società di Rebrab di rivedere la propria analisi entro il 9 maggio per poter procedere ad un ulteriore esame in una riunione tecnica già convocata al ministero per il 12 maggio. Le osservazioni a cui Aferpi è chiamata a rispondere non sono poche tra le quali quelle di Arpat e Ispra. Nella sostanza si possono individuare cinque indirizzi entro cui si muovono le puntualizzazioni richieste ad Aferpi. In primo luogo la nuova azienda siderurgica dovrà provvedere alla rideterminazione delle soglie di rischio relative alle sorgenti inquinanti facendo riferimento agli scenari che saranno presenti nella effettiva configurazione futura dell’area industriale. Quindi una verifica sui dati idrogeologici ed ancora una analisi dei cosiddetti hotspot, ovvero dei punti di crisi particolari (esempio, il suolo per particolato o la falda per infiltrazione di sostanze cancerogene). Infine la caratterizzazione dei materiali di riporto e le misure atte a scongiurare il rischio sanitario.

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