testo tratto da greenreport.it del 7 Marzo 2019

Dopo la firma, del protocollo tra ministero dell’ambiente e Regione Lazio per il risanamento del SIN (Sito di Interesse Nazionale) bacino del Fiume Sacco a Valle del Sacco, il ministro Sergio Costa ha sottolineato che «Finalmente lo Stato dà una risposta ad oltre 200 mila persone.

La Valle del Sacco è uno dei Sin più inquinati d’Italia. Da oggi inizia una nuova era per tutti i cittadini coinvolti. Oggi ho firmato a Frosinone il Protocollo che dà il via alla bonifica della Valle del Sacco. La fine della bonifica arriverà entro il 2023 e ci saranno controlli e paletti ben definiti. Per chi non rispetta questi tempi sono pronte delle penali».
Il SIN del bacino del Fiume Sacco si estende su ben 6.172 ettari e interessa in 19 comuni delle Provincie di Roma e Frosinone, al suo interno ci sono diversi agglomerati industriali con centinaia di aziende coinvolte e migliaia di lavoratori interessati.
L’accordo tra Zingaretti e Costa, prevede complessivamente circa 53 milioni di euro per le operazioni di bonifica che ricadranno in 12 interventi, individuati da Iapra come prioritari in base all’impatto inquinante sui terreni, su indicazione delle amministrazioni comunali. Costa ha spiegato che si è trattato di «Un lavoro complesso e lungo ma realizzato in tempi record: dopo 15 anni di attesa, in pochi mesi abbiamo portato a casa il piano operativo dei lavori. Ho voluto fortemente inserire delle norme importanti per la tutela della salute dei cittadini come il monitoraggio delle acque per uso potabile e per la prima volta dopo anni che i cittadini lo chiedono, ci sarà un’indagine epidemiologica. Il protocollo siglato tiene conto di ogni aspetto di questa vicenda lunga e dolorosa ed è stato studiato nei minimi dettagli. Abbiamo istituito una piramide di responsabilità: chi fa cosa, quando e in che tempi. Potremo saperlo grazie ad un sistema di monitoraggio online accessibile a tutti i cittadini. Questo è il modo di operare di questo governo. E adesso andiamo avanti per bonificare tutta l’Italia».

L’intesa è un successo per gli ambientalisti e in una dichiarazione congiunta di commentano insieme Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente, Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio, Francesco Raffa coordinatore provinciale di Legambiente a Frosinone e Rita Ambrosino presidente di Legambiente Anagni si legge: «Esprimiamo grande soddisfazione dopo decenni di battaglie ambientaliste. Questo accordo per la bonifica della Valle del Sacco è un successo per il territorio e per il durissimo lavoro che abbiamo portato avanti negli anni, insieme a tanti altri ambientalisti, con denunce, processi, ricorsi vinti contro il declassamento del sito e tavoli di lavoro per l’individuazione del perimetro da bonificare. Ora si deve passare a realizzare velocemente la caratterizzazione e la bonifica dei luoghi individuati, iniziando contemporaneamente a pianificare i prossimi interventi, con la ricerca e lo stanziamento di tutte le risorse necessarie a dare gambe all’intera bonifica. Chiediamo alla Regione Lazio fin da ora, che il futuro comitato per il controllo dei lavori, sia aperto alla partecipazione della nostra associazione e delle associazioni ambientaliste, perché la cittadinanza attiva possa contribuire in maniera costruttiva con le istituzioni, nella realizzazione di questa enorme opera di risanamento ambientale».

Infatti, la gestione degli interventi è stata infatti affidata alla Regione Lazio come Responsabile unico dell’attuazione (RUA), ed è prevista la costituzione di un Comitato di controllo dei lavori con rappresentanti di ministero, Regione, Ispra e Arpa Lazio. Per ora, infatti, le risorse saranno finalizzate alle opere su 10 siti nella provincia di Frosinone e 2 in quella di Roma. Lo stanziamento di 53,6 milioni di euro sarà disponibile per le operazioni di bonifica, che si terranno nel corso dei prossimi anni suddivisi nei seguenti interventi:
Interventi di caratterizzazione e messa in sicurezza: Anagni (FR), 2,9 milioni di euro per caratterizzazione e messa in sicurezza per i 180 ettari della ex Polveriera; Ceccano (FR), 1,3 milioni per l’ex Snia BPD di Bosco Faito; 1 milione per l’ex Annunziata e 972mila euro per l’ex cava Anime Sante; Ceprano (FR), 4,3 milioni di euro per la ex Olivieri; 1.2 milioni per l’ex Europress e 793mila euro per l’ex Cartiera Vita Mayer; Ferentino (FR), 1,4 milioni per l’ex Cartiera; Paliano (FR), 561mila euro per i Ponti della Selva; Colleferro (RM), 4,6 milioni sito “ARPA 2”; Frosinone, 2,5 milioni di euro per l’ex discarica di via Le Lame, suddivisi tra manutenzione straordinaria della discarica e caratterizzazione della fascia di terreno interposta tra discarica e fiume Sacco
Interventi di Bonifica: Colleferro (RM), 1,2 milioni di euro per la Caffaro Chetoni Fenilglicina
Inoltre, sono previsti dei capitoli di spesa per la realizzazione del programma di valutazione epidemiologica dei cittadini residenti (960mila euro), per la caratterizzazione delle aree agricole ripariali (4 milioni) e per il monitoraggio delle acque (1.7 milioni) nei comuni ricadenti nel SIN. L’impegno di spesa complessivo di 53.6 milioni di euro sarà suddiviso in due tranche da impiegare nell’arco di 4 anni: nel 2023, dunque, finite le operazioni di caratterizzazione, si dovrebbe cominciare finalmente a programmare quelle per la bonifica della Valle del Sacco.

Share This