Assistiamo in queste ore a un inasprimento della polemica sulle bonifiche e la gestione dei rifiuti a Piombino. Con preoccupazione notiamo che accanto a legittime opinioni sui progetti in corso, si alimentano accuse infondate e calunniose che non possono essere tollerate.

I carabinieri del Noe hanno certificato appena pochi giorni fa, quanto l’attività di risanamento della discarica gestita da Rimateria sia conforme alle leggi e rispecchi i criteri di sicurezza. Proprio sulla base delle verifiche dell’Arma, la magistratura ha disposto il dissequestro dell’area.

Inutile sottolineare quanto è evidente a tutti: senza l’attività dei tecnici e dei lavoratori di Rimateria non sarebbe mai stato possibile attuare il risanamento. Ognuno è poi libero di esprimere la propria opinione su questi fatti.

Ciò che non sarà più tollerato è che Rimateria sia associata a realtà quale la “Terra dei fuochi” o simili scenari tristemente famosi per aver coniugato la criminalità organizzata allo smaltimento illegale dei rifiuti. Dire, come è stato fatto, che Piombino rischia di ospitare una nuova “Terra dei fuochi” è falso e denota malafede. Nessuno potrà più dirlo senza assumersene la responsabilità.

L’area interessata alla cosiddetta “nuova discarica” è già una discarica dove oggi sono accumulati rifiuti industriali abbandonati nel sito da decenni, senza controlli adeguati e messa in sicurezza. Quello attuale è il pericolo che il progetto di Rimateria intende abbattere, portando la legalità dove fino a oggi non sono state rispettate le regole.

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