L’area in cui insistono gli impianti di RIMateria, circa 60 ettari, è adiacente ad una area di SIN (sito di interesse nazionale da bonificare) di circa 900 ettari. Nel secolo scorso, ma anche fino al 2012, quest’ultima area è stata oggetto di conferimenti di rifiuti fino a rialzarla (dati Arpat del 1994) di 7 metri dal piano di campagna. La natura e la composizione dei materiali conferiti in tale area è stata resa pubblica più volte dalla stampa locale.

Citiamo un titolo per tutti: “Il Tirreno 15.08.2015, Cronaca di Piombino-Elba. Il documento della conferenza dei servizi al ministero dell’Ambiente: decine i siti inquinati. Siamo su una bomba ecologica”.
I 60 ettari, che tali erano e tali sono (e che nessuno vuole raddoppiare) di pertinenza di RIMateria e riguardanti il suo Piano Industriale, riguardano il risanamento ambientale e la riqualificazione paesaggistica relative alla presenza di quattro discariche esistenti, di cui una incontrollata.

Rileviamo e ripetiamo dunque che, quali che siano “i campi di calcio” che si potrebbero costruire in quest’area, questa non sarà allargata di un centimetro e, anzi, ciò che fino ad oggi è stato incontrollato, sarà risanato ambientalmente e riqualificato paesaggisticamente.
Significativi, a questo proposito, i pareri dell’autorità sanitaria competente e quello della sovrintendenza sulla richiesta di VIA avanzata da RIMateria alla Regione. Utilizzare dunque a questo proposito, da parte di chi non condivide il progetto, parole che descrivono l’opposto e cioè una minaccia alla salute e all’ambiente, nonché un impedimento alla diversificazione economica appare assolutamente non corrispondente alla realtà effettuale.

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