Il comunicato di Arpat ha sottolineato quello che era stato già reso pubblico ripetutamente anche dalla stampa: la rete di captazione del biogas deve essere adeguata. Quando la Regione ha diffidato RIMateria ad adeguare prima possibile gli impianti di captazione del biogas e della regimazione delle acque che erano inadeguati da anni, RIMateria stava già operando in tal senso tanto che, altrimenti, non avrebbe adoperato lo strumento della diffida. E per questi motivi non aveva senso alcuno, né fondamento, fare ricorso contro la diffida.

Il costo di tali interventi (circa 3 milioni) si è potuto sostenere proprio in ragione delle attività in corso. Senza queste, con ogni evidenza, tutto sarebbe rimasto come era.

Nel corso degli ultimi due anni RIMateria è stata controllata da una pluralità di soggetti addetti (NOE, Regione, Finanza, Arpat, ASL, Carabinieri Forestali) con un numero di controlli 10 volte superiori ai precedenti 10 anni. Siamo convinti che, alla fine, questi controlli rappresenteranno una sorta di certificazione. In ogni caso nessun soggetto controllore ha mai rilevato elementi impedenti l’esercizio delle attività in corso. E’ un fatto.

Stiamo lavorando, nell’ambito delle procedure di legge (che sono lunghe e vischiose quanto necessarie) per mitigare i disagi delle maleodoranze nei tempi più celeri possibile anche nella certezza delle evidenze di Arpat (oltre che dei nostri studi che verranno presentati pubblicamente il 10 di aprile): non c’è alcun rapporto fra maleodoranze e impatti sulla salute.

Share This