Si commette un errore quando si scambiano le soluzioni con i problemi.

 

Rimateria nasce a Piombino come strumento (anche, ma non solo) al servizio delle problematiche dell’area industriale e delle imprese della Val di Cornia, nonché per riqualificare l’area di 70 ettari (il SIN è di 900 ettari) dove opera. In questi 70 ettari ci sono 4 discariche (non una: quattro) di cui una non autorizzata, dove insistono circa 360.000 tonnellate di rifiuti speciali depositati “in modo incontrollato”.

Asiu, nel 2015 era sull’orlo del fallimento e TAP era immobile. Oggi noi siamo gli unici che operano per il risanamento di questa porzione di area SIN, unitamente al risanamento finanziario e impiantistico di Asiu.

Non usiamo soldi pubblici ma solo risorse nostre. Sono in corso lavori di risanamento per circa tre milioni. Queste risorse provengono anche dall’attività di smaltimento dei rifiuti, certo.

Rimateria opera in applicazione delle leggi vigenti e in relazione al mercato al quale fa riferimento. Offre un servizio ad oltre 4.000 unità produttive della Val di Cornia. I rifiuti speciali non sono prodotti solo dalle grandi fabbriche.

Senza la nostra attività e senza le risorse che noi mettiamo a disposizione, i lavori di risanamento (rete di captazione del biogas e captazione delle acque) non sarebbero neppure cominciati e la situazione ambientale sarebbe stata ben peggiore di quella attuale. Sarebbe rimasta nelle condizioni in cui era nel 2015.

Certo ci sono disagi che comunque ci sarebbero stati ugualmente (forse anche peggiori) dovuti alle maleodoranze.

Ma, premesso che negli stessi giorni e con lo stesso vento ci sono opinioni anche diametralmente opposte su ciò che si percepisce e cosa no, le maleodoranze hanno tre concause:

1) il servizio di trasferenza dei RSU verso SEI Toscana;

2) la rete di captazione del biogas;

3) i lavori di regimazione delle acque.

La trasferenza si è chiusa con il primo di gennaio e entro l’anno, i lavori sono in corso, sarà ripristinato il funzionamento della rete del biogas e le opere di captazione delle acque. Entro l’anno sarà terminata (e coperta) pure la discarica Asiu.

Sulla questione rifiuti importati e rifiuti prodotti, c’è da dire che, bonifiche del SIN a parte (che sono una opera mastodontica); demolizioni a parte (che riguardano milioni di tonnellate di materiali);

1) se si facesse un forno elettrico si dovrebbero importare 1 milione di tonnellate di rifiuti (rottame) che riprodurrebbero circa 300.000 ton/anno di rifiuti. Ovvero, in un anno tutta la poduzione dei rifiuti urbani di 15 anni.

2) se si facessero due forni elettrici questi numeri raddoppierebbero. Ovvero, import di 2 due milioni di tonnellate/anno di rottame con produzione di circa 600.000 tonnellate/anno di rifiuti (30 anni di produzione di rifiuti urbani).

3) se si tornasse al ciclo integrale e si producessero 2 milioni di ton di acciaio all’anno, i rifiuti prodotti sarebbero 1 milione di tonnellate/anno: l’equivalente della produzione di rifiuti urbani di Piombino per 50 anni.

4) Se non si facesse nulla sul fronte della produzione di acciaio e si puntasse tutto sul turismo si avrebbe quel che già succede adesso: la produzione dei rifiuti quadruplicata nei mesi estivi.

Appare evidente che il problema rifiuti presenta rilevanti asimmetrie percettive ed emotive, oltre che informative.

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