testo tratto da Il Sole 24 Ore del 17 febbraio 2018

 

Non c’è contraddizione tra un rilancio della spesa per investimenti pubblici, in continuo calo, e un modello di economia più sostenibile. Il tavolo sugli “Investimenti assicurazione sul futuro” parte da un modello di Paese più leggero, ricettivo alla modernità di alcuni grandi cambiamenti.

Va assecondata – è la tesi – una nuova economia circolare, che si alimenti anche di un’aliquota Iva agevolata per il mercato dei prodotti da scarti di produzione e operazioni di riciclo.

La bonifica dei siti contaminati per favorirne la reindustrializzazione, tema rimasto in sospeso ormai da diversi anni a questa parte, resta tra le priorità. Al pari di un processo di decarbonizzazione che faccia leva sull’efficienza energetica, la mobilità sostenibile e la promozione delle tecnologie nazionali per l’impiego delle fonti rinnovabili: secondo un mix che deve anche contemperare la riduzione del divario di costi rispetto alla media Ue.

L’ambiente come primario campo di investimento – emerge dal tavolo – si associa all’esigenza di un impegno rinnovato nel settore della mobilità e della logistica: per estendere e potenziare i collegamenti ferroviari dei porti, tra le altre proposte, e attuare le zone economiche speciali incentrate proprio sui porti per attrarre investimenti logistici.

C’è anche un tema di regole che non sfugge alle attenzioni degli imprenditori riuniti a Verona. Sotto osservazione ancora una volta il codice dei contratti pubblici da rivedere. Per avere più trasparenza e meno deroghe, maggiore qualificazione delle imprese, una revisione dei presupposti per l’offerta economicamente vantaggiosa.

A metà del guado tra infrastrutture fisiche e innovazione tecnologica c’è il grande capitolo delle reti di telecomunicazione. Il piano banda ultralarga va accelerato dopo il rallentamento degli ultimi tempi, sia per completare la diffusione della fibra ottica nelle “aree bianche” a fallimento di mercato sia per avviare quella nelle cosiddette “aree grigie”, quelle a più alta densità di imprese industriali. Poi la sfida delle nuove frequenze 5G, la cui disponibilità va assicurata tempestivamente.

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