testo tratto da Il Tirreno del 15 novembre 2018

PONTEDERA. I modellini delle barche stampate in 3D e consegnate ai protagonisti del progetto “Arcipelago Pulito” durante Ecomondo 2018, la fiera internazionale dell’economia circolare che si è tenuta nei giorni scorsi a Rimini, sono uno dei primi esempi al mondo di stampa tridimensionale da granulopoliolefinico proveniente da riciclo degli imballaggi in plastica mista.

 

 

Lo rende noto l’azienda specializzata in questo genere di riciclo, la Revet di Pontedera, che ha creato insieme alla R3direct, startup lucchese che opera nel settore dell’economia circolare, la “flotta” in 3D.La scelta di Revet e R3direct, spiega una nota dell’azienda pontederese, «cerca di nobilitare la frazione plastica delle raccolte differenziate più difficile da riciclare, il plasmix e con R3direct stato siglato un accordo finalizzato ad avviare un percorso di ricerca e sviluppo sulle potenzialit della stampa 3D con l’utilizzo di plastiche riciclate per individuare una nuova generazione di semilavorati(filamenti e/o granuli)e prodotti finiti».Revet Recycling è controllata al 100% da Revet e dal 2013 ricicla la componente poliolefinica delle plastiche miste delle raccolte differenziate toscane, producendo profili per l’arredo urbano e granuli adatti alla stampa (a iniezione, ma adesso pure in 3D) di manufatti anche di alta gamma. R3direct è una start-up innovativa con sede in provincia di Lucca, che lavora nel settore dell’economia circolare e utilizza tecnologie di stampa 3D di grande formato per la produzione di oggetti durevoli in plastica riciclata post consumo.
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