testo tratto da Rinnovabili.it del 02 marzo 2018

I produttori di fibre di carbonio stanno vivendo un momento d’oro. Grazie alla sua estrema leggerezza e resistenza, il materiale è impiegato nei prodotti più disparati: dalle biciclette alle pale eoliche, dagli orologi alle sonde spaziali, dalle apparecchiature mediche ad alcuni tipi di tessuto.

 

Ma mentre il mercato delle fibre di carbonio continua a crescere indisturbato (i trend si aggirano sul più 10% l’anno), l’industria non ha ancora trovato una modalità per riciclare facilmente i propri rifiuti. Il settore, infatti, butta in volume quasi il 30 per cento dei materiali impiegati nella produzione.

Sotto la guida degli ingegneri Karl Englund e Somayeh Nassiri, un gruppo di ricercatori ha cercato di dare agli scarti di questo comparto una seconda vita. Nasce così un nuovo calcestruzzo drenante dalla durata e resistenza maggiori dei prodotti oggi in commercio.
Il calcestruzzo drenante è un prodotto cementizio altamente poroso che permette il deflusso delle acque piovane dal manto stradale al suolo sottostante. Non solo aiuta a prevenire eventuali inondazioni, ma riduce anche l’inquinamento idrico. Il calcestruzzo tradizionale, infatti, con la sua impermeabilità costringe l’acqua a percorrere tutta la lunghezza delle strade accumulando rifiuti prima di arrivare alle fogne.
fortunatamente però il calcestruzzo drenante è meno resistente della sua controparte tradizionale. A dargli quella resistenza in più è ora il lavoro svolto da Englund e Nassiri.

Gli scienziati hanno aggiunto alla miscela cementizia gli scarti di produzione delle fibre in carbonio; uno dei pro del sistema è che il metodo di riciclaggio usato, descritto nel numero di marzo del Journal of Materials in Civil Engineering, non richiede molta energia o sostanze chimiche. Gli scienziati utilizzano semplicemente la tecnica di fresatura meccanica per macinare le fibre, mantenendole nella loro forma composita. “In termini di resistenza alla flessione, abbiamo ottenuto risultati davvero buoni, alti quanto quelli del calcestruzzo tradizionale, pur mantenendo un drenaggio molto rapido”, commenta Nassiri.

Il materiale ha dimostrato di funzionare perfettamente su scala di laboratorio. Il prossimo passo sarà quindi quello di testarlo in applicazioni reali. Il gruppo sta anche lavorando con l’industria per iniziare a sviluppare una catena di approvvigionamento.

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