testo tratto da La Nazione del 26 gennaio 2018

CI MANCAVA anche la «ecotassa» a pesare sui bilanci delle aziende del distretto. La legge voluta dal governo per scoraggiare la produzione di rifiuti mettendo una tassa speciale sui conferimenti in discarica, porta la data del 1995.

Da allora tra sospensioni e slittamenti non è mai stata applicata. Fino ad oggi. Arriva così una nuova tegola per imprese e cittadini. E si aggrava la situazione di stallo con il distretto messo alle strette dai problemi legati alla mancanza di discariche nelle quali conferire gli scarti di lavorazione. Dopo l’allarme per la cronica assenza di impianti di incenerimento – che costringe gli imprenditori a sostenere costi altissimi per portare i rifiuti fuori regione e addirittura fuori dai confini nazionali – unita alla mancanza di leggi ad hoc che possano agevolare il riutilizzo degli scarti di lavorazione e quindi il riciclo e degli indumenti usati, ecco che arriva una nuova doccia fredda. In forma di «ecotassa», che si traduce in aumenti dei costi di smaltimento fino al 45%. Una nuova stangata che il distretto difficilmente riuscirà a sopportare. L’ecotassa si applicherà a tutti i rifiuti solidi e ai fanghi conferiti in discarica e agli impianti di incenerimento senza recupero di energia; l’impatto è diversificato a seconda della tipologia di rifiuto, con aumenti che in alcuni casi davvero considerevoli.

Gli effetti si sentiranno anche sulla Tari sia delle imprese che dei cittadini, visto che l’ecotassa grava anche sui rifiuti urbani e non solo su quelli speciali. La notizia degli aumenti sta iniziando a circolare proprio in queste ore nel mondo imprenditoriale, visto che i gestori delle discariche stanno comunicando gli aumenti ai clienti. «Molte delle imprese socie di Confindustria Toscana Nord sono raggiunte in questi giorni dalle comunicazioni delle discariche che li avvisano dell’aggravio; le aziende stanno manifestando sconcerto e incredulità rispetto a un provvedimento che ha il sapore della beffa», dicono dall’associazione di via Valentini.

«I termovalorizzatori in Toscana quasi non ci sono. Le discariche sono largamente insufficienti e autorizzate a recepire solo alcune tipologie di rifiuti. Si dilatano i tempi per la definizione di modalità per gestire la questione sottoprodotti e quindi ridurre la quantità di rifiuti. In questo quadro, l’ultima cosa che sarebbe legittimo attendersi è un aumento del tributo di smaltimento in discarica». Le decisioni sull’ecotassa sono affidate alla Regione che ha già deciso che la applicherà. L’obiettivo per cui era nata la legge aveva anche un fine virtuoso (fu istituito un tributo speciale sui conferimenti in discarica per incoraggiare la minore produzione di rifiuti) ma il risultato oggi è tutt’altro che virtuoso.

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