tratto da: Il Tirreno,27/04/2016

Nel 1992 lo stabilimento di Piombino viene conferito alla nuova Società Acciaierie e Ferriere di Piombino a partecipazione Ilva spa. Nel 1994 a seguito della ristrutturazione dell’Iri, vengono messe in liquidazione due grandi aziende che erano sino a quel momento sotto il controllo della Finsider, Iritecna e Ilva. Vista la loro liquidazione, le due società furono fuse insieme con l’incorporazione di Ilva in Iritecna. Con la liquidazione di Iritecna e l’incorporazione delle sue società in Fintecna, quest’ultima rimane l’unica società dell’Iri. Il 27 giugno 2000 l’Iri viene messo in liquidazione e nel 2002 viene incorporato in Fintecna (sua controllata), scomparendo. Fintecna, società liquidatrice dell’Iri, è una società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che avvia la propria attività contestualmente al piano di ristrutturazione (novembre 1993) dei settori delle costruzioni, dell’ingegneria civile e dell’impiantistica facenti capo al gruppo Iri, attivato con la liquidazione dell’Iritecna Spa. Il progetto elaborato dall’Iri ha riservato a Fintecna il completamento delle privatizzazioni delle attività residue di sua competenza e le ha attribuito il compito di coordinare le attività di liquidazione del gruppo. Quindi Ilva, ultima azienda pubblica a gestire lo stabilimento siderurgico di Piombino è stata incorporata in Fintecna, società costituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per la realizzazione del piano di ristrutturazione attivato con la liquidazione di Iritecna. Adesso quindi Fintecna risulterebbe la società subentrata nei rapporti giuridici relativi al complesso di società pubbliche che hanno gestito il sito siderurgico sino al 1995.

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