tratto da: Il Tirreno 27/04/2016
PIOMBINO Lo stabilimento siderurgico è stato inserito nel Sin di Piombino dal decreto ministeriale “Ambiente” 10 gennaio 2000. L’area di stabilimento è suddivisa in due macro aree nord e sud. Ogni area è caratterizzata da aree di proprietà della società ed aree in concessione demaniale alla società: l’area sud è prevalentemente costituita da aree di proprietà mentre l’area nord è per la maggior parte in concessione demaniale. Dal 2 settembre 2005 al 15 giugno 2006 sono state eseguite le indagini di caratterizzazione nelle aree di proprietà; a partire dal 16 ottobre 2006 al 18 luglio 2008 sono state effettuate le indagini ambientali nelle aree in concessione demaniale. Le aree ex sotto sequestro sono state caratterizzate dall’aprile al giugno 2013. Area Nord – Risultati suolo. Per la caratterizzazione dei suoli sono stati prelevati ed analizzati 2158 campioni di suolo: a questi vanno aggiunti i 317 campioni dell’area ex sotto sequestro. Oltre al cromo totale ed al vanadio i principali superamenti dei limiti normativi sono i seguenti: arsenico: risulta superare la Csc (concentrazione soglia di contaminazione ndr) di 50 mg/kg nel 7% circa dei campioni analizzati (176 superamenti); idrocarburi pesanti: superamenti nel 18% circa dei campioni per 408 superamenti. Risultano inoltre presenti superamenti di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici), zinco, selenio, antimonio e cadmio. Falda superficiale. Nel corso delle quattro campagne stagionali sono stati prelevati 88 campioni di acqua da 30 piezometri in aree di proprietà e 521 campioni di acqua da 160 piezometri in aree demaniali, oltre a 6 campioni prelevati da piezometri integrativi realizzati all’esterno del perimetro dello stabilimento Lucchini. In totale sono stati prelevati ed analizzati 615 campioni di acqua di falda. Nel 2013 sono stati campionati anche i 14 piezometri realizzati nelle aree ex sotto sequestro. I superamenti delle Csc relativi ai metalli sono: manganese nel 54% dei casi, arsenico nel 29%, alluminio nel 28%, ferro nel 27%, nichel nel 24% e piombo nel 13%. Si rilevano inoltre superamenti per i parametri antimonio, cromo VI e mercurio. Falda profonda. La caratterizzazione della falda profonda ha comportato il campionamento dei 44 piezometri localizzati nell’area paludosa e finestrati nelle sabbie in modo da monitorare la falda profonda. I superamenti delle Csc relativi ai metalli sono i seguenti: manganese nel 68% dei casi, arsenico nel 36%, alluminio nel 16%, ferro nel 11%, nichel nel 16% e mercurio nel 11%. Si rilevano inoltre sporadici superamenti per antimonio e piombo. Per quanto riguarda gli organici ci sono superamenti delle Csc per il benzene nel 18% dei casi, benzo(a)pirene nel 23% dei casi e benzo(ghi)perilene nel 23% dei casi. Area Sud – La stratigrafia dell’area è così descritta dalla relazione Lucchini: “1) uno strato superficiale di materiali di riporto antropico ad alta permeabilità, presente in tutte le zone della macroarea con spessori variabili tra circa 3-4 e 7-10 metri; 2) uno strato di terreno naturale a granulometria sabbiosa/sabbioso-limosa a permeabilità medio-alta, con spessori variabili tra un minimo di circa 1-2 metri e un massimo che è funzione della profondità del carotaggio; 3) un substrato roccioso costituito da arenarie a cemento argilloso-marnoso, con permeabilità bassa”. Nell’area sud il riporto è costituito da loppa, scorie di fusione, ceneri d‘altoforno, carbone, inerti e altri materiali di risulta del ciclo produttivo. Risultati suolo. Nell’ambito della caratterizzazione dell’area sud sono stati prelevati ed analizzati 591 campioni di suolo. Come per l’area settentrionale il cromo totale ed il vanadio costituiscono un indicatore della presenza della scoria di acciaieria. Per i metalli i superamenti delle Csc sono i seguenti: arsenico: supera la Csc nel 10% dei campioni analizzati pari a 62 superamenti; cromo totale: 8,5% dei casi, 50 superamenti; vanadio: 8% dei casi, 48 superamenti; zinco: 5% dei casi, 29 superamenti; antimonio: 4,6% dei casi, 27 superamenti. Superamenti meno frequenti per selenio, piombo, cadmio e rame. Risultati falda. Le acque sotterranee della macroarea sud sono state indagate mediante il campionamento di 29 piezometri risultati produttivi che intercettano la falda presente nelle sabbie e nel riporto. I superamenti delle Csc riscontrati per i metalli sono i seguenti: arsenico nel 13% dei casi, antimonio nel 14% dei casi, cromo totale nel 10% dei casi, cromo VI 12% dei casi, ferro nel 10% dei casi, manganese nel 68% dei casi, piombo nel 14% dei casi, nichel nel 16% dei casi e mercurio nel 9% dei casi. La presenza di contaminazione di metalli in falda è dovuta probabilmente all’effetto di lisciviazione del riporto siderurgico. Anche l’area sud risulta ricoperta da uno strato continuo di riporto siderurgico: tale riporto mostra contaminazione analoghe a quelle presenti nell’area settentrionale caratterizzate soprattutto dalla presenza cromo totale, vanadio, Idrocarburi e arsenico. I superamenti di Ipa nel suolo più importanti, con concentrazioni superiori a 10 volte le Csc si riscontrano in prossimità dell’impianto cokeria che rappresenta la più importante sorgente di tali contaminanti presente nel sito.

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