testo tratto da Il Tirreno 25.09.2015

 

PIOMBINO Piombino e Livorno possono rappresentare, insieme, un sistema-mare strategico per la Toscana e per tutto il Paese. Il Governo verrà già nelle prossime settimane a visitare i porti e, nel contesto di una collaborazione che escluda servizi-doppione, è pronto a reperire i finanziamenti necessari per le infrastrutture che ancora mancano, in particolare i collegamenti.

Il Porto di Piombino

Il Porto di Piombino

Lo dice con chiarezza il commissario straordinario dell’Authority di Piombino, Luciano Guerrieri, che nell’accordo vede la concreta possibilità di portare a casa i soldi per la statale 398, ritenuta “la priorità delle priorità”, ma anche per il completamento del piano regolatore portuale, con altri trecento metri di banchina finalizzati a insediamenti industriali. Oltre alla galassia Cevital ci sono già su Piombino manifestazioni di interesse importanti, come quella della General Electric. «L’accordo è chiaro – dice Luciano Guerrieri – e se da una parte i due porti continueranno a lavorare in autonomia, dall’altra iniziano a ragionare insieme come parti di un’alleanza per il territorio, la Toscana e l’Italia. Adesso offriamo circa 35 milioni di tonnellate di traffici e 6,5 milioni di passeggeri, ma questi numeri sono destinati a crescere con le nuove infrastrutture che abbiamo in programma di realizzare».
Sarà un’area portuale molto grande.
«Adesso, insieme, siamo a 13,3 chilometri complessivi di banchine e 2,8 milioni di metri quadri di aree portuali. Quando avremo attuato i piani regolatori arriveremo a 18,3 chilometri di banchine e 4,7 milioni di metri quadri di aree portuali e retroportuali».
Saranno decisivi i collegamenti con l’entroterra.
«Infatti, le infrastrutture sono decisive per unire il sistema-mare al resto del Paese. Adesso ci sono difficoltà oggettive che vogliamo superare. Penso quindi alla 398, alle ferrovie, alla Collesalvetti-Vada che con il nodo di Pisa diventa strategica anche per Piombino, al sistema degli interporti. È chiaro che noi chiediamo al Governo di finanziare le opere che mancano e il ministro Delrio ci ha detto in modo inequivocabile che i fondi si trovano se è chiaro che siamo di fronte a un sistema integrato, senza servizi doppione».

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