testo tratto dal Comunicato di Legambiente Piombino del 07 ottobre 2015

Il programma di lavoro della nuova Presidenza di ASIU e TAP incentrato sullo sviluppo dell’impiego di materiale riciclato e sulla parallela riduzione di utilizzo di materiale vergine estratto dalle colline del Campigliese, coincide con gli indirizzi sempre sostenuti da LEGAMBIENTE a livello locale, regionale e nazionale.
Perché tuttavia questo programma possa realmente attuarsi occorre attivare una serie di provvedimenti, fondamentalmente a livello regionale, e il loro coordinamento temporale e tecnico.
In sintesi possono essere individuati nei seguenti punti:

La L.10/2015( variante alla L.R 78/98) sulle attività di cava presenta vari punti di discrasia tra le finalità espresse e condivisibili, (sulla riduzione dei materiali estratti, sul recupero delle cave abbandonate, sulla necessità di raccordare le attività estrattive con le altre attività produttive senza danneggiarle) e gli strumenti tecnici economici previsti per attuare dette finalità. Stante questo grosso handicap normativo, la Regione dovrebbe mettere a punto una fase di interlocuzione a integrazione di quanto già fatto, per permettere il confronto con i Cittadini in generale e non solo con le categorie interessate e due associazioni ambientaliste, per apportare eventuali modifiche al testo di legge.
La Regione dovrebbe comunque inserire nella variante alla 78/98 provvedimenti speciali per fare delle attività di cava del Campigliese e del recupero delle scorie di Piombino un unico tema, senza tenerli separati come avviene oggi in quanto aspetti gestiti da due diversi assessorati che non comunicano su questi temi.
L’utilizzo di materiale riciclato al posto di materiale vergine analogo è determinato da un mercato che attualmente vede il prezzo degli inerti da cava inferiore al prezzo di mercato di riciclato. Per attuare quindi il nuovo progetto di TAP occorre operare come in altri paesi della Comunità che penalizzano l’uso di materiale vergine alzando i contributi da versare nelle casse pubbliche e mettono a punto premialità di vario tipo per chi usa materiali riciclati . La Regione Toscana fin dalla Finanziaria del 2016 dovrebbe portare il contributo per inerti dovuto dai concessionari ai Comuni in linea con i criteri previsti dalla legge regionale, cioè ad una % il cui massimo è il 10% della media del prezzo di mercato dei materiali in modo da rendere appetibile l’uso di “riciclati”. La quantificazione deve avvenire modificando le destinazioni previste dalla legge per l’uso di questi contributi, che dovranno essere indirizzati anche al recupero delle cave abbandonate, a facilitazioni per i produttori di materiali riciclabili e in grado di sostituire i materiali vergini, alla formazione di corsi di riqualificazione per le maestranze che passeranno dalla attività di cava ad attività negli impianti di riciclo, al finanziamento di opere di mitigazione dell’impatto sul paesaggio e di riduzione delle conseguenti ricadute negative sul turismo. La quantificazione effettuata con questi criteri e finalità dovrebbe da subito oscillare tra i 2,00 e 4,00 €/mc. cancellando da subito l’elemosina di 0,48 €/mc. definita, non si sa come, più di dieci anni fa e mai riveduta.
La Regione Toscana dovrebbe chiarire in maniera incontrovertibile che la scadenza di una concessione non può essere posticipata rispetto alla data convenuta indipendentemente dal raggiungimento o meno de volume di materiale previsto dalla Concessione. Resta a carico del concessionario il ripristino e la rinaturalizzazione o, in caso di inadempienza, l’immediata utilizzazione della fidejussione eventualmente rivalutata alla luce dello stato dei luoghi. Questo provvedimento o similare deve servire ad evitare che piani di coltivazione vecchi venti anni continuino a restare in vita per altri anni, quando il mercato, le tecniche, le norme (in Toscana il Piano Paesaggistico) sono completamente mutati.
La Regione Toscana dovrebbe eliminare la previsione di proroghe. Dovrebbe essere ammissibile solo la richiesta di una nuova concessione, prima della scadenza, che eviti l’utilizzo fidejussorio, all’interno della quale si ridefinisce il Piano di Coltivazione, i criteri di ripristino, i volumi, i tempi e i contributi, ricordando che per cave già aperte non possono valere tempistiche lunghe di durata come può essere concesso per cave di nuovo impianto per le quali i tempi di ammortamento non possono essere brevi.
La Regione Toscana dovrebbe impegnarsi ad preparare un nuovo Piano delle Attività estrattive entro un anno dalla approvazione della variante alla L.R 78/98, per evitare che di fatto restino in vigore per anni previsioni degli attuali PRAE e PAERP assolutamente inattuali nelle previsioni e negli indirizzi e dannose per il futuro dell’ambiente e della tutela del paesaggio come indicato dal Piano Paesaggistico.
La Regione Toscana dovrebbe esprimere chiaramente un indirizzo di parere negativo a tutte le richieste di ampliamento di aree di scavo e risorse già presentate da SOLVAY, SALES e CAVE DI CAMPIGLIA quando prive di una fondata giustificazione e comunque adottando il criterio che ad una estensione di cava deve corrispondere un analogo abbandono di parti della stessa estensione.
La Regione Toscana in accordo con i Comuni della Val di Cornia deve fornire dati completi e quindi verificabili sull’attività estrattiva, distinguendo tra materiali che vengono utilizzati in cicli di lavorazione particolari. Nello specifico occorre:
Sapere quante persone sono assunte dalla SOLVAY per lavorare alle cave di San Carlo, quante quelle assunte dalla SALES nella cava di Monte Valerio e Botro ai Marmi, quante quelle assunte da CAVE DI CAMPIGLIA.
Sapere quanto è stato il materiale scavato nelle cave citate e percentualmente, cava per cava, quanta è stata la quantità di materiale pregiato destinata a processi industriali più complessi (Solvay, Saint Gobain, Knauff, Tioxide, ecc.) o prevedibile nel prossimo futuro per i vari processi industriali, e quanta per semplice uso come materiale inerte .

Solo sulla base di queste conoscenze e a fronte delle nuove disposizioni, possono essere rilasciate nuove concessioni.

Share This