testo tratto da: Il Tirreno 13.12.2015

PIOMBINO «E’ bene sapere che i rifiuti speciali, amianto compreso, sono un segmento di mercato. E siccome il loro trattamento è questione delicata ritengo sia un bene che ci sia il “pubblico” a presidiare questo segmento». Così Valerio Caramassi, presidente di “Rimateria”, prova ad alleggerire il carico di preoccupazioni che solo la parola “amianto” porta con sé, spiegando che «sì, lo tratteremo l’amianto, perché dentro la ex Lucchini ce ne sono enormi quantità, sappiamo come lavorarlo in piena sicurezza, ed è la legge a imporci di farlo. Proprio perché il mio faro è il rispetto della legge, dico anche che certo non potremmo rifiutarci di trattare rifiuti pericolosi altrui se ci venisse richiesto. Ma deve essere chiaro anche che non mi interessa farlo, perché per me è decisivo il concetto di “prossimità”, trattare cioè quelli che abbiamo in casa, e posso dire che questo lavoro ci impegnerà molto a lungo».

Coperture in eternit

Coperture in eternit

Caramassi ha spiegato così la propria posizione ai cittadini che hanno partecipato all’iniziativa del Comitato di controllo della discarica, l’altra sera al Multizonale, insieme al sindaco Massimo Giuliani e all’assessore all’ambiente Marco Chiarei. Ha scelto la via della chiarezza, il presidente di “Rimateria”, giudicando evidentemente molto ampio il gap da colmare per riconquistare la fiducia dei cittadini, specie quelli che alla discarica abitano vicino, sopportandone le conseguenze. Per questo Caramassi annuncia che coinvolgerà il Comitato assegnandogli «un ruolo ben definito, quello di sorvegliare tutti i nostri comportamenti, man mano che andremo avanti nei nostri progetti. Però ribadisco: dire che tratteremo anche i rifiuti speciali pericolosi come l’amianto significa che risolveremo un problema, che c’è, ed è molto rilevante, non come pensa invece qualcuno, che andiamo a crearne uno nuovo». Caramassi intanto incassa il giudizio positivo, quanto meno rispetto all’approccio, da parte di Legambiente, «per l’impegno a recuperare la fiducia dei cittadini e degli abitanti della zona. Sul tema – dice Adriano Bruschi – serve maggiore trasparenza rispetto al passato, spero che di questi argomenti presto si parli anche in consiglio comunale». Gli abitanti vicino alla discarica – riconvocati da Caramassi l’11 gennaio per un’altra riunione di carattere più tecnico – peraltro avranno entro la fine del 2016 un indubbio beneficio: tra un anno infatti la discarica Asiu, secondo gli accordi presi al momento dell’ingresso di “Sei Toscana”, non potrà più ricevere rifiuti urbani, che verranno trasportati e smaltiti dal nuovo gestore in altri siti nel Grossetano. Intanto Caramassi lavora al suo progetto (che a regime porterà con sé una cinquantina di nuovi posti di lavoro), teso alla riqualificazione dell’area della discarica e poi al recupero e al riciclo dei tre quarti dei materiali presenti negli 800 ettari dell’area industriale, con l’obiettivo finale di ripianare 20 milioni di debiti Asiu.

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