testo tratto da: Il Tirreno 27.09.2015

 
Giusto preoccuparsi per l’economia e l’occupazione in questo territorio di profonda crisi. La Cna non dovrebbe avere timori, il riciclo di rifiuti, che può sostituire i materiali di cava, richiede il doppio di personale a parità di mc trattati. Non è vero poi che tutti i materiali delle cave del campigliese siano pregiati e insostituibili. In realtà solo il microcristallino delle Cave di Campiglia, (indispensabile nei processi di fusione delle acciaierie e di altri cicli industriali), i materiali scavati a San Carlo (per la Solvay) e i feldspati scavati a Botro ai Marmi sono necessari a processi produttivi. Ma sono il 30% di quanto viene scavato nelle quattro cave del campigliese, tutto il resto è materiale che potrebbe benissimo essere sostituito da prodotti di riciclo, se ci fosse la volontà di raggiungere questo traguardo.

piattaforma RIMateria

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Come fanno a costruire le strade, i porti, gli aeroporti, in paesi come l’Olanda, il Belgio o nella stessa Germania dove i monti da scavare sono scarsi? Importano? No, per la stragrande quantità riciclano i materiali che hanno, soprattutto i rifiuti industriali. Ci sono delle industrie del riciclo, tante grandi Tap con migliaia di dipendenti. Si tratta di ridurre le escavazioni di materiale sostituibile con prodotti riciclati, riducendo così anche il danno che la presenza delle cave porta ad altri settori, primo fra tutti il turismo culturale. È solo una questione di scelta politica. In altri paesi più civili gli oneri per chi scava sono stati resi molto più gravosi. In altri paesi ritengono assurdo fare i frangiflutti dei porti di massi naturali; si fanno i tetrapodi di materiale cementizio e guarda caso il conglomix è un materiale cementizio. Quello che va evitato è che le scelte siano prese nell’esclusivo interesse di pochi privati e non programmate, proprio come dice Caramassi quando parla di bilancio dei flussi di materia. L’incremento di costi del riciclo può essere assorbito solo se vi è un aumento degli oneri di concessione ad estrarre, facilitazioni per chi usa materiali riciclati, e obbligatorietà di utilizzo per le opere pubbliche come previsto dalla Comunità Europea per il 2020 fino al 70% del fabbisogno.
Legambiente Val di Cornia

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