Adozione dei criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione e criteri ambientali minimi per le forniture di ausili per l’incontinenza. (16A00363) (GU Serie Generale n.16 del 21-1-2016).

Ripreso da: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/01/21/16A00363/sg
Allegato 1

Piano d’azione per la sostenibilita’ ambientale dei consumi nel
settore della Pubblica Amministrazione

ovvero

Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP)

Parte di provvedimento in formato grafico;

http://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=16A0036300100010110001&dgu=2016-01-21&art.dataPubblicazioneGazzetta=2016-01-21&art.codiceRedazionale=16A00363&art.num=1&art.tiposerie=SG

(Allegato 2 )

Piano d’azione per la sostenibilita’ ambientale dei consumi nel
settore della Pubblica Amministrazione

ovvero

Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP)

CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER LE FORNITURE DI AUSILI PER
L’INCONTINENZA

Indice

1 PREMESSA ………
2 OGGETTO E STRUTTURA DEL DOCUMENTO ………
3 INDICAZIONI DI CARATTERE GENERALE RELATIVE ALL’APPALTO ………
3.1 RIFERIMENTI NORMATIVI E DELLA NORMATIVA TECNICA SETTORIALE
………
3.2 L’APPROCCIO DEI CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER GLI AUSILI PER
L’INCONTINENZA ………
4 CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER L’ACQUISTO DI AUSILI PER
L’INCONTINENZA ………
4.1 OGGETTO DELL’APPALTO ………
4.2 SPECIFICHE TECNICHE ………
4.2.1 Fornitura di prodotti costituiti da pasta di cellulosa
proveniente da foreste gestite in maniera “responsabile” ………
4.2.2 Sostanze pericolose: esclusioni e limitazioni ………
4.2.3 Dermoprotezione e odor control ………
4.2.4 Imballaggi ………

1 PREMESSA

Questo documento e’ parte integrante del Piano d’azione per la
sostenibilita’ ambientale dei consumi della pubblica amministrazione,
di seguito PAN GPP(1) e tiene conto di quanto proposto nelle
Comunicazioni della Commissione Europea COM (2008) 397 recante “Piano
d’azione su produzione consumo sostenibili e politica industriale
sostenibile” e COM (2008) 400 “Appalti pubblici per un ambiente
migliore”.
———-
(1) Il PAN GPP, adottato con D.M. 11 aprile 2008 (G.U. n.
107 del 8 maggio 2008), ai sensi dell’art. 1, comma 1126,
L. n. 296/2006.
In relazione a quanto indicato al punto 4.5 “obiettivo nazionale”
della Revisione 2013 del Piano(2), l’obiettivo proposto e’ di
raggiungere entro l’anno 2016, la quota del 50% di appalti “verdi”
cosi’ come definiti nel successivo punto 2, sul totale degli appalti
pubblici aggiudicati su questa categoria di forniture.
———-
(2) La revisione 2013 del PAN GPP e’ stata adottata con DM
del 10 aprile 2013 (G.U. n. 102 del 3 maggio 2013).

La percentuale verra’ valutata sia sulla base del numero che del
valore totale degli stessi.
Per consentire l’attuazione del monitoraggio previsto al punto 6.4
della Revisione del PAN GPP, le stazioni appaltanti debbono
comunicare, all’Osservatorio dei contratti pubblici, nel rispetto
delle modalita’ indicate nelle apposite schede di rilevamento
predisposte dal citato Osservatorio, i dati riguardanti i propri
acquisti relativi all’applicazione dei criteri ambientali minimi
adottati con il presente allegato(3).
———-
(3) Cfr.
http://www.avcp.it/portal/public/classic/Servizi/ServiziOnl
ine/AppaltiVerdiPAN GPP.

2 OGGETTO E STRUTTURA DEL DOCUMENTO

Questo documento contiene i “criteri ambientali minimi” e alcune
indicazioni carattere generale di appalti di fornitura di ausili per
l’incontinenza.
I criteri ambientali minimi, selezionati in ossequio di quanto
stabilito nel codice dei contratti pubblici in relazione anche alla
tutela della normativa sulla concorrenza e per par condicio, sono le
“considerazioni ambientali” individuate in relazione ad una o piu’
fasi di definizione della procedura di gara che, se introdotti nella
documentazione di gara, consentono di classificare come “verde” la
fornitura o l’affidamento oggetto della gara.
Ai sensi del Piano d’azione per’ la sostenibilita’ ambientale dei
consumi nel settore della Pubblica Amministrazione, una fornitura di
articoli di ausili per l’incontinenza “verde” se e’ conforme ai
criteri ambientali minimi indicati nella sezione “specifiche
tecniche”.
Peraltro i criteri ambientali minimi della sezione “specifiche
tecniche” costituiscono il riferimento per le stazioni appaltanti che
vogliano ottemperare a quanto previsto dall’art. 68, c.1, del D. Lgs.
163/06 “Specifiche tecniche” che stabilisce che le specifiche
tecniche, “Ogniqualvolta sia possibile, devono essere definite in
modo da tenere conto ….”omissis”…, della tutela ambientale”
Le stazioni appaltanti sono invitate a descrivere l’oggetto
dell’appalto evidenziandone la sostenibilita’ ambientale in modo da
segnalare la presenza di requisiti ambientali nella procedura di
gara, indicando nell’oggetto dell’appalto il decreto ministeriale di
approvazione dei criteri ambientali utilizzati.
Le stazioni appaltanti che introducono i “criteri ambientali”
indicati nel presente documento nelle proprie procedure d’appalto
sono in linea con i principi del PAN GPP e contribuiscono a
raggiungere gli obiettivi ambientali dallo stesso definiti. Per ogni
criterio, ambientale e’ indicata una “verifica” ovvero:
– la documentazione che l’offerente o l’aggiudicatario provvisorio e’
tenuto a presentare per comprovare la conformita’ del prodotto o del
servizio al requisito richiesto
– ove esistenti, i mezzi di presunzione di conformita’ che la
stazione appaltante puo’ accettare al posto delle prove dirette
Si demanda all’amministrazione aggiudicatrice l’esecuzione di
adeguati controlli per verificare il rispetto delle prescrizioni del
capitolato che riguardano l’esecuzione contrattuale e, qualora non
fosse gia’ prassi contrattuale, si suggerisce alla stessa di
collegare l’inadempimento a sanzioni e/o se del caso, alla previsione
di risoluzione del contratto.
Si precisa che, laddove vengano richieste verifiche effettuate :da
organismi riconosciuti” ci si riferisce, secondo quanto previsto dal
comma 11 dell’art. 68 del D. Lgs. 163/2006 ai “laboratori di prova,
di calibratura e gli organismi di ispezione e certificazione conformi
alle norme europee”, in possesso delle eventuali ulteriori
caratteristiche specificate nel testo.
Nel sito del Ministero dell’Ambiente della tutela del territorio e
del mare, alla pagina dedicata ai Criteri Ambientali Minimi
http://www.minambiente.it/pagina/criteri-vigore, e’ pubblicata la
relazione d’accompagnamento al presente documento che riporta
informazioni sugli aspetti. ambientali, i potenziali impatti
ambientali e la normativa tecnica relativa a tale categoria di
prodotti.

3 INDICAZIONI DI CARATTERE GENERALE RELATIVE ALL’APPALTO

3.1 RIFERIMENTI NORMATIVI E DELLA NORMATIVA TECNICA SETTORIALE

I criteri ambientali corrispondono a caratteristiche prestazioni
superiori a quelle previste dalle leggi vigenti il cui rispetto deve
comunque essere assicurato.
– D.M. 27 agosto 1999 recante “Regolamento recante norme per le
prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del
Servizio sanitario nazionale: modalita’ di erogazione e tariffe”.
– D. Lgs. del 25 gennaio 2010 n. 37 recante “Attuazione della
direttiva 2007/47/CE che modifica le direttive 90/385/CEE per il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai
dispositivi medici impiantabili attivi, 93/42/CEE concernente i
dispositivi medici e 98/8/CEn relativa all’immissione sul mercato dei
biocidi”
– D. M. 15 novembre 2005 recante “Approvazione dei modelli di schede
di segnalazioni di incidenti o mancati incidenti, che coinvolgono
dispositivi medici e dispositivi medico-diagnostici in vitro2
– Regolamento (UE) n. 995/2010 che stabilisce gli obblighi degli
operatori che commercializzano (ovvero che immettono per la prima
volta nel mercato interno) il legno e i prodotti da esso derivati
che, dal marzo 2013, proibisce la commercializzazione del legno e dei
prodotti derivati di provenienza illegale. A tal fine obbliga gli
operatori di settore ad applicare la “dovuta diligenza” e a seguire
determinate procedure e misure volte, a tracciare la filiera allo
scopo di garantire che il legno utilizzato sia stato tagliato
legalmente; istituisce altresi’ un sistema. di sorveglianza e prevede
un apparato sanzionatorio.
Normativa tecnica di riferimento:
– UNI EN ISO 10993-10:2010 – Valutazione biologica dei dispositivi
medici – Prove di irritazione e di ipersensibilita’ ritardata
– UNI EN ISO 10993-1:2010 – Valutazione biologica dei dispositivi i
medici – Parte 1: Valutazione e prove all’interno di un processo di
gestione del rischio
– UNI EN ISO 10993-5:2009 – Valutazione biologica dei dispositivi
medici – Prove per la citotossicita’ in vitro
– UNI CEI EN ISO 14971:2012 – :Applicazione della gestione dei rischi
ai dispositivi medici
– UNI CEI ISO 80000- 1:2013 – Grandezze e unita’ di misura – Parte 1:
Generalita’
– UNI CEI EN 1041:2013 – Informazioni fornite dal fabbricante di
dispositivi medici
– UNI CEBI EN ISO 15223-1:2012 – Dispositivi medici – Simboli da
utilizzare nelle etichette del dispositivo medico, nell’etichettatura
e nelle informazioni che devono essere fornite – Parte 1: Requisiti i
generali
– UNI CEI EN ISO 13485:2012 – Dispositivi. medici – Sistemi di
gestione per la qualita’ – Requisiti per scopi regolamentari
– ISO 15621:2011 – Ausili assorbenti l’urina – Linee guida generali
per la valutazione.

3.2 L’APPROCCIO DEI CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER GLI AUSILI PER
L’INCONTINENZA

Il presente documento e’ stato elaborato tenuto conto delle esigenze
di alcuni operatori economici di settore, interessati ad ottenere un
indirizzo omogeneo che potesse rappresentare un riferimento sia per
le stazioni appaltante, progressivamente sempre piu’ orientate a
valorizzare le caratteristiche ambientali delle forniture anche per
questa categorie di prodotti, sia per le scelte imprenditoriali
finalizzate all’innalzamento della qualita’ ambientale dei propri
prodotti lungo il ciclo di vita.
Trattandosi della prima edizione di Criteri ambientali minimi, le
indicazioni prescrittive definite in termini di specifiche tecniche
sono state limite alle considerazioni ambientali legate alle
caratteristiche delle materie prime, in particolare all’origine della
cellulosa impiegata nel prodotto e all’assenza di determinate
sostanze pericolose negli additivi dei polimeri e dei processi di
sbiancamento.
Gli ausili per l’incontinenza ad ora presenti sul mercato sono
infatti costituiti essenzialmente da pasta di cellulosa in fiocco
(fluff) e da polimeri. La richiesta che la pasta di cellulosa
provenga da foreste gestite in maniera responsabile e sia di origine
legale, contribuisce ad evitare la perdita di biodiversita’ e non
alimenta l’aumento del riscaldamento globale quanto lo farebbe la
produzione di pasta di cellulosa priva di tali caratteristiche.
La previsione di escludere o di limitare la presenza di determinate
sostanze pericolose, previene gli effetti specifici associati e tali
sostanze e afferenti alle “indicazioni di pericolo” ad esse
attribuite, rendendo il prodotto piu’ innocuo in fase di uso e di
smaltimento, a monte valorizzando i processi produttivi meno
impattanti dei polimeri di cui e’ composto.
Per quanto riguarda altre considerazioni ambientali, sono in corso
ulteriori approfondimenti tecnici al fine di poter consentire
l’aggiudicazione delle offerte valutando i relativi minori livelli di
emissioni di gas climalteranti calcolati sulla base di studi di Life
Cycle Assessment realizzate secondo la Product Category Rules del
sistema internazionale dell’Environmental Product Declaration (EPD)
di riferimento(4), riportati su Dichiarazioni Ambientali di Prodotto
(Environmental Product Declaration (EPD)).
———-
(4)
http://www.environdec.com/en/PCR/Detail/pcr2011-14#.Vkm_6Di
FOM8.

Tali approfondimenti hanno lo scopo di affrontare e risolvere la
criticita’ associata agli strumenti di analisi e comunicazione degli
impatti ambientali lungo il ciclo di vita, relativa ai connessi
elementi di variabilita’ intrinseca, i quali determinano a loro volta
una variabilita’ dei dati degli impatti ambientali in parte
scollegata rispetto alle effettive prestazioni ambientali dei
prodotti, laddove tali analisi sono effettuate da operatori
diversi(5).
———-
(5) Una delle principali ragioni della variabilita’ dei
dati e’ rappresentata dalla diversa qualita’ dei dati
secondari tratti da diverse banche dati LCA.

La corretta valutazione e la gestione di tale “scostamento”, rendendo
i risultati presentati nelle offerte tecniche dei diversi operatori.
economici comparabili, e’ presupposto essenziale per prevenire
contenziosi.
Per quanto riguarda il “fine vita”, gli impatti ambientali variano a
seconda delle diverse modalita’ di smaltimento che, poiche’
dipendenti dalle scelte di gestione del ciclo dei rifiuti effettuate
a livello delle amministrazioni territoriali, non possono essere
affrontate efficacemente in questo documento. Si consideri, a tal
proposito, che dai dati ISPRA (Rapporto rifiuti Urbani- Dati di
sintesi; 2014) risulta che in Italia ogni anno si producono 30
milioni di tonnellate di rifiuti l’anno (media triennio 2011-13), di
cui circa il 2,5% (750 mila ton/anno) di pannolini/materiali
assorbenti di cui il 65% e’ smaltito in discarica e il 35% in
inceneritore.
Accanto agli obiettivi di riduzioni degli impatti ambientali
affrontati con questo documento, e’ opportuno tener conto degli
impatti ambientali indiretti, che dipendono dall’idoneita’ all’uso
del prodotto. Il design del prodotto ovvero i materiali utilizzati,
il loro mix, la loro forma, determinano caratteristiche del prodotto
che incidono sull’efficacia e sul comfort (caratteristiche,per
esempio di sgambatura,ingombro, peso, di dermoprotezione e controllo
degli odori).
Un prodotto che non sia idoneo al grado di incontinenza specifico del
paziente e al relativo comfort, determina impatti ambientali
indiretti per la necessita’ di sostituzioni piu’ frequenti, di un
maggior numero di lavaggi di indumenti, di eventuale uso di farmaci
per lenire irritazioni della pelle, o per il fatto di essere prodotto
con prestazioni volumi sovrabbondanti rispetto effettive esigenze di
assorbenza e/o taglia. La funzionalita’ in fase di uso, sia in
termini di efficacia che di comfort, e’ pertanto un altro elemento di
cui tener conto nell’aggiudicazione delle gare d’appalto,
suscettibile di determinare un maggiore o minore livello di impatti
ambientali, ancorche’ indiretti. Per tale motivo le caratteristiche
prestazionali sono elementi considerati anche nelle etichette
ambientali conformi alla ISO 14024, al fine di evitare dumping
prestazionale sui prodotti in possesso di etichette ambientali(6).
———-
(6) A titolo esemplicativo, puo’ essere consultato il
relativo criterio della Decisione 2014/763/UE che
stabilisce i criteri ecologici per l’assegnazione de
marchio di qualita’ ecologica dell’Unione Europea (Ecolabel
UE) ai prodotti igenici assorbenti, categoria di prodotti
affine, ma che non include gli ausili assorbenti l’urina.

Alcune delle caratteristiche che incidono sul comfort, sono state
calcolate tramite determinate metodologie su un elevato numero di
diversi modelli di ausili, sulla base dei quali sono stati elaborati
dei parametri di riferimento(7).
———-
(7) Consultare, nel merito, il sito:
http://www.innovhub-ssi.it/web/stazione-sperimentale-per-la
-carta/metodi-ausili

In termini di riduzioni di impatti ambientali, e’ essenziale infine
far in modo che sia assegnato ad ogni utente il prodotto piu’
adeguato possibile in base al proprio livello di incontinenza, alla
propria morfologia e al grado di autonomia, nonche’ all’uso se diurno
o notturno del prodotto medesimo. Dai dati ad oggi in possesso sulle
vendite, risulta infatti eccessiva la quota di mercato italiano
destinata acquisti di ausili per l’incontinenza di taglia grande
(circonferenza cm. 150), rispetto alle caratteristiche medie degli
utenti destinatari. E’ ovvio che cio’ determina maggiori impatti
ambientali, in particolare un uso inefficiente delle risorse, un
maggior volume di rifiuti, maggiori emissioni di CO2 derivati dalla
logistica e maggiori costi di smaltimenti. Cio’ comporta
l’opportunita’ di intervenire su questo aspetto, cercando soluzioni
con le quali rendere piu’ affine possibile le caratteristiche del
prodotto alle caratteristiche, al livello di incontinenza e al grado
di autonomia del destinatario. L’affiancamento di personale
infermieristico specializzato che possa individuare i prodotti
migliori per ciascun singolo utente, sia a domicilio che presso le
strutture residenziali, la raccolta e la gestione di dati degli
utenti destinatari, sia in merito alle taglie di cui necessitano, sia
in merito a feedback raccolti su alcuni elementi del prodotto
(capacita’ di trattenere gli odori, ridotta sgambatura, capacita di
adattarsi al corpo, capacita’ di mantenere integra la pelle,
protezione dalle perdite..), la formazione anche per i medici
prescrittori, sono azioni utili al fine di calibrare al meglio le
forniture ed assicurare la migliore allocazione del prodotto
all’utente e un corretto uso del prodotto. Tali azioni, che
dovrebbero essere svolte con il coinvolgimento delle ASL e dei medici
prescrittori, consentirebbero peraltro di ridurre il volume di
rifiuti da smaltire.

4 CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER L’ACQUISTO DI AUSILI PER
L’INCONTINENZA

4.1 OGGETTO DELL’APPALTO

Acquisto di ausili per l’incontinenza (c.p.v. 33141621-9 Prodotti per
l’incontinenza) a minori impatti ambientali conformi al Decreto
Ministero dell’Ambiente della Tutela del territorio e del Mare del…
GU…

4.2 SPECIFICHE TECNICHE

4.2.1 Fornitura di prodotti costituiti da pasta di cellulosa
proveniente da foreste gestite in maniera “responsabile”

I prodotti forniti debbono essere costituiti da polpa di cellulosa di
origine legale, con quota parte significativa proveniente da foreste
gestite in maniera “responsabile”. Almeno il 30% dei prodotti
forniti, valutato sul peso complessivo stimato della fornitura,
dovra’ essere costituito da prodotti la cui polpa di cellulosa(8)
provenga per almeno il 70%, da foreste gestite in maniera
responsabile/sostenibile, muniti di etichette rilasciate sulla base
di verifiche di parte terza effettuate da organismi di certificazione
della catena di custodia e della gestione forestale riconosciuti dai
sistemi di certificazione internazionali e accreditati dai rispettivi
enti di accreditamento(9), quali l’etichetta FSC 100%, FSC misto,
PEFC, SFI(10), o equivalenti.
———-
(8) La provenienza da foreste gestite in maniera
responsabile riguarda sia la polpa di cellulosa in fiocco
(fluff) sia la polpa di cellulosa artificiale con cui sono
realizzati i materiali quali la viscosa, il modal, il
lyocell, il cupro, il triocetato, eventualmente presenti
nel prodotto.
(9) In particolare da ACCREDIA per PEFC in Italia, e ASI
per FSC in tutto il mondo.
(10) Fra gli altri sistemi di certificazioni della catena
di custodia equivalenti, si menzionano il Sustainable
Forest Iinitiative
http://www.sfiprogram.org/sfi-standard/fiber-sourcing-requi
remens/ , la Canadian Sustainable Forest Management
http://www.csasfmforests.ca/chainofcustody.htm .

Verifica: l’offerente presenta una dichiarazione nella quale indica i
riferimenti dei prodotti in possesso delle etichette di gestione
forestale sostenibile sopra richiamate che si impegna a fornire,
relativo codice ISO, peso espresso in grammi dei prodotti delle
diverse taglie e livelli di assorbenza, quantita’ stimata della
relativa fornitura rispetto al totale, il relativo codice di
certificazione e il link alla propria scheda presente nei database
FSC, PEFC, FSI pubblici per verificare il possesso delle etichette.
Nel caso in cui l’offerente non abbia prodotti muniti di tali
etichette, o la possibilita’ di ottenerle entro i termini richiesti,
per motivazioni non attribuibili alla propria responsabilita’, lo
stesso indica in offerta i prodotti conformi al criterio e le altre
informazioni sopra specificate, assicurando l’impegno a sottoporre a
certificazione i prodotti al piu’ tardi nel momento in cui dovesse
risultare aggiudicatorio provvisorio attraverso la presentazione del
contratto sottoscritto con l’ente di certificazione. La conformita’
al criterio puo’ essere dimostrata anche sulla base di un’asserzione
ambientale auto-dichiarata conforme alla ISO 14021, qualora
supportata da verifiche di parte terza effettuate da organismi di
certificazione della catena di custodia e della gestione forestale
riconosciuti dai sistemi di certificazione internazionali
accreditati(11).
———-
(11) In tal caso dovra’ essere indicato, nell’asserzione
relativa a tali prodotti, che la pasta di cellulosa e’ di
origine legale e per il x% (>=70%) proviene da foreste
gestite in maniera responsabile. E’ accettata come
equivalente l’asserzione sottoposta a verifica da parte
degli organismi di valutazione della conformita’ sopra
richiamati e, pertanto, dovra’ essere indicato in offerta
anche l’organismo che ha verificato la catena di custodia
della pasta di cellulosa impiegata.

4.2.2 Sostanze pericolose: esclusioni e limitazioni.

Pasta in fiocco e fibre artificiali di cellulosa: processi di
sbiancamento

Nei processi di sbiancamento della polpa di cellulosa utilizzata nel
prodotto non deve essere usato cloro gassoso. Le paste di cellulosa
di cui sono composti debbono essere pertanto “Totally Chlorine free,
TCF” o Elementary Chlorine Free”. Non e’ consentito aggiungere
sbiancanti ottici o agenti sbiancanti fluorescenti.

Additivi nei polimeri

Il contenuto di piombo, cadmio, cromo esavalente e relativi composti
non devono essere presenti plastiche utilizzate, se non sottoforma di
impurita’ (ovvero di contenuto inferiore allo 0,01% (100 ppm della
messa di ciascun materiale plastico/polimero di origine sintetica
utilizzato nel prodotto). Inoltre, non devono essere presenti, se non
sottoforma di impurita’, ritardanti di fiamma bromurati, ftalati a
basso peso molecolare (ftalato di bis (2-etilesile) (DEHP) CAS n.
117-81-7; ftalato di dibutile (DBP) CAS n. 84-74-2; ftalato di
butilbenzile (BBP) CAS n. 85-68-7), composti organostannici,
l’acrilamide (CAS number: 79-06-1) ne’, nei poliesteri, deve essere
presente l’antimonio.
Gli additivi utilizzati nelle plastiche in concentrazioni superiori
allo 0,10% del peso della materia prima acquistata non devono essere
classificati, in accordo con il Regolamento CE n. 1272/2008 del
Parlamento Europeo e del Consiglio con le seguenti indicazioni di
pericolo:
– cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione categorie 1a,
1b e 2 (H340, H350, H350i, H360F, H360D, H360FD, H360Fd, H360Df);
– a tossicita’ acuta, categorie 1 e 2 (H300, H310, H330, H304)
– tossici per determinati organi (STOT), categoria 1 (H370, H372)
– pericolosi per l’ambiente acquatico, categorie 1 e 2 (H400,H410,
H411)
Gli inchiostri e/o le tinte sono ammesse per esigenze funzionali, non
a scopo estetico-commerciale.

4.2.3 Dermoprotezione e odor control

Ove, per impieghi legati al benessere dell’utilizzatore dovessero
essere utilizzate lozioni o creme, le stesse devono essere conformi
alle prescrizioni dell’art. 14 del Regolamento n. 1223/2009 del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 sui prodotti
cosmetici pertanto nella loro formulazione non devono presentare le
seguenti sostane: formaldeide, parabeni, triclosano e cessori di
formaldeide, ne’ quelle indicate negli Allegati III del medesimo
Regolamento n. 1223/2009.
Ove aggiunte sostanze deodoranti per impieghi legati al benessere
dell’utilizzatore, queste devono essere conformi alle prescrizioni
dell’art. 14 del Regolamento n. 1223/2009 del Parlamento Europero e
del Consiglio del 30 novembre 2009 sui prodotti cosmetici, in
particolare non devono rientrare tra quelle indicate nell’ Allegato
III del medesimo Regolamento. Non e’ consentito l’uso di nitromuschi
ne’ di muschi policiclici.
Verifica criteri 4.2.2 e 4.2.3: in sede di offerta deve essere
presentata, in relazione ai prodotti offerti, una dichiarazione del
produttore che attesti la conformita’ al criterio e la disponibilita’
a fornire documentazione tecnica (schede di dati di sicurezza degli
additivi impiegati nei polimeri, delle lozioni e delle fragranze
eventualmente presenti e, per quanto riguarda da i metodi di
sbiancamento, le schede tecniche della polpa di cellulosa
utilizzata). Il produttore deve indicare, in tale dichiarazione, le
parti del criterio ambientale ai quali i propri prodotti sono
conformi sulla base di una etichetta ecologica ISO 14024 o sulla base
di dichiarazione ambientali di Prodotto (EPD)(12).
———-
(12) In caso che il mezzo di prova sia un EPD, le
informazioni sul criterio relativo alle sostanze pericolose
dovrebbero essere specificatamente riportate nella parte
descrittiva della Dichiarazione Ambientale di Prodotto e
verificate tramite la presa in visione delle schede dati di
sicurezza e le schede tecniche.

In sede di aggiudicazione provvisori o successivamente verra’
richiesta l’esecuzione di una verifica di parte terza, almeno su
parte del criterio di cui sopra, su un prodotto scelto a campione tra
quelli presentati in offerta /forniti(13).
———-
(13) La verifica sul prodotto, laddove richiesta, dovra’
essere condotta da un organismo di valutazione della
conformita’, ovvero da un laboratorio operante nel settore
chimico accreditato ISO 17025 per eseguire le specifiche
prove, che possa analizzare l’assenza di almeno due delle
sostanze richiamate nei criteri ambientali sopra descritti,
indicate dall’amministrazione aggiudicatrice e prendere
visione, se del caso, della documentazione tecnica sopra
indicata.

Se le informazioni relative alle sostanze pericolose sono state
dimostrate in sede di offerta tramite una etichetta conforme alla ISO
14024, quale, ad esempio, il Nordic Ecolabel, non verranno richieste
ulteriori verifiche di parte terza per le parti del criterio
dimostrate con tale strumento.

4.2.4 Imballaggi

L’imballaggio deve rispondere ai requisiti di cui all’All. F, della
parte IV “Rifiuti” del D.Lgs. 152/2006, fra i quali essere resistente
alle manovre di carico, trasporto e scarico, idoneo a garantire la
corretta conservazione dei prodotti, fabbricato in modo da limitare
il volume e il peso al minimo necessario per garantire il necessario
livello di sicurezza e di igiene, riciclabile.
L’imballaggio secondario, se in cartone, deve essere costituito da
fibre riciclate per una percentuale minima del 80% in peso rispetto
al totale.
Verifica: in sede di offerta deve essere presentata, in relazione ai
prodotti offerti, una dichiarazione del produttore circa la
conformita’ al criterio. L’imballaggio e’ presunto conforme se tale
contenuto minimo di riciclato e’ indicato tramite asserzione
ambientale auto dichiarata (ISO 14021) oppure se tale informazione e’
riportata nella parte descrittiva della Dichiarazione Ambientale di
Prodotto eventualmente posseduta.

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