testo tratto da Il Tirreno del 19 aprile 2018 

di Alessandro De Gregorio

PIOMBINO. Il primo turno entrerà stamani alle 7. Finché non arriveranno i carabinieri del Noe a dare il via, i lavoratori Rimateria saranno comunque lì e non in giro con gli striscioni a chiedere solidarietà. Saranno al loro posto di lavoro, si inventeranno qualcosa da fare: al limite puliranno un po’ in giro. Gli uffici amministrativi sono stati riaperti lunedì ma la discarica è ferma da quasi un mese. Dal 21 marzo, quando il Noe la pose sotto sequestro preventivo su ordine della magistratura.

 

Ora la discarica ex Asiu di Ischia di Crociano può riaprire. Il giudice delle indagini preliminari Marco Sacquegna ha autorizzato il dissequestro totale dell’impianto che potrà ricominciare a ricevere i conferimenti e soprattutto (questo il motivo della decisione del gip) potrà, anzi dovrà, portare a termine i lavori di messa a norma. Entro quindici giorni l’azienda dovrà comunicare un cronoprogramma dei lavori di adeguamento.

L’attività complessiva, ovvero il conferimento di rifiuti e l’adeguamento dell’impianto, dovrà essere eseguita sotto la supervisione della polizia giudiziaria: nello specifico, il controllo è stato affidato agli stessi carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Grosseto.L’azienda e i lavoratori quindi hanno ottenuto quel che chiedevano dal 21 marzo, da quando il Noe pose i sigilli alla discarica, attuando la relativa ordinanza di sequestro preventivo emessa dallo stesso gip che ora ha firmato questa nuova ordinanza.

Decisivo è stato il parere parzialmente favorevole del pm, il sostituto procuratore Massimo Mannucci. Sia il gip che il pm hanno condiviso l’impostazione tracciata nell’istanza di dissequestro dall’avvocato dell’azienda Pier Matteo Lucibello, il quale aveva spiegato come Rimateria, nata sulle ceneri di Asiu, avesse avviato «una massiccia opera di adeguamento» ostacolata dallo stesso sequestro, che aveva bloccato i lavori e aveva impedito il conferimento di rifiuti e quindi l’unica possibilità di guadagno per l’azienda.Per il gip, «proprio guardando alla necessità di evitare l’aggravamento delle conseguenze del reato, direttamente connesse al mancato adeguamento dell’impianto, l’ipotizzato temporaneo dissequestro funzionale al completamento delle opere è quantomeno opportuno».

Inoltre, spiega ancora il giudice, «risulta adeguatamente documentato che i conferimenti di rifiuti interessano zona dell’impianto distante e comunque differente da quella ove sono previste le opere, sicché nulla è di ostacolo allo svincolo di tali aree».Nel disporre questo dissequestro funzionale, quindi, il giudice autorizza la ricezione dei conferimenti. Nell’ordinanza, a dirla tutta, c’è anche quello che appare un mero errore materiale (come ci conferma poi lo stesso pm). Si parla infatti di autorizzazione al conferimento di rifiuti speciali «pericolosi», categoria mai chiesta per la quale peraltro la discarica non ha neanche le autorizzazioni.

Quindi: via i sigilli, avanti con i lavori di adeguamento, sì ai conferimenti di rifiuti speciali, produzione «tempestiva» e comunque non oltre il termine di 15 giorni di un cronoprogramma dei lavori di adeguamento con previsione del termine della loro ultimazione. E delega al Noe per la verifica e il monitoraggio di tutta l’attività della discarica, con contestuale invito a riferirne i risultati sia al gip che al pm.C’è da capire cosa succederà il 3 maggio quando è stata fissata l’udienza davanti al tribunale del Riesame. Forse niente, considerando che la richiesta dell’azienda è stata accolta in pieno, o forse per l’avvocato Lucibello sarà solo l’occasione per un’importante formalità, quella dell’accesso agli atti di indagine. Indagine che naturalmente va avanti sul fronte della violazione delle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione integrata ambientale 189/2011.

Valerio Caramassi, il presidente di Rimateria, tira un sospiro di sollievo: «I 49 lavoratori tornano ad avercelo, un lavoro – dice – e soprattutto possiamo ricominciare da dove ci avevano stoppati: dal risanamento dell’impianto. Purtroppo si è perso tempo. Avremo lo slittamento di un mese e mezzo sulle previsioni originarie, ovvero la fine dei lavori che non sarà più a fine anno e soprattutto la captazione del biogas, che non sarà più a fine giugno ma a metà agosto. In piena stagione turistica, cioè la cosa che volevamo evitare nel modo più assoluto».«Ora aspettiamo i Noe – aggiunge Caramassi – ma in ogni caso ho convocato tutti i lavoratori. Il loro incubo è finito. E quanto ai Noe, per noi è un successo, un punto importante: bene che monitorino il nostro lavoro. Per noi, quando avremo finito, sarà una perfetta certificazione ambientale».

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